No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20170105

Bruxelles, Belgio - Dicembre 2016 (1)

La storia parte da lontano, non troppo, ma in questi mesi sono accadute alcune cose. Inizialmente, uno dei miei capi di Bruxelles, mi segnala una serie di corsi specifici per la supply chain, e mi invita a iscrivermi ad alcuni. Io verifico il mio calendario, e mi iscrivo a due di questi. Il terzo non lo posso fare, sarà in dicembre, e proprio quando ho prenotato una settimana a Lanzarote. In settembre partecipo al primo, a Bruxelles, e mi piace molto. In Novembre faccio i salti mortali per partecipare al secondo (che in realtà come contenuti doveva essere il primo) a Lione, insieme al mio capo locale L., e mentre partecipo, e soprattutto nei giorni seguenti, metto a fuoco che l'idea di unirmi al gruppo dei formatori, mi piace. Siccome il capo di questa Academy fra qualche mese si ritirerà in pensione, durante i corsi pubblicizza la cosa. Io inizio col chiedere alla sua assistente, che lascerà la nostra società (aveva un contratto temporaneo) fra poche settimane, come devo fare se sono interessato; nel frattempo, faccio in modo da poter partecipare anche al terzo "modulo" di questa formazione mirata. Sposto la settimana a Lanzarote di qualche giorno, e quindi parto verso Charleroi da Bologna e non da Pisa, poi cerco un volo su Lanzarote da Bruxelles, e mantengo il ritorno da Lanzarote su Bologna. Nel frattempo, JL, il capo dell'Academy, evidentemente allertato da P., l'assistente, mi scrive una mail per chiedermi se sono veramente interessato. Chiedo i "permessi" necessari (al mio capo locale e al mio capo di Bruxelles), e presento la mia candidatura. Vengo convocato per una formazione per formatori di una settimana, febbraio 2017, a Bruxelles. Ma, a questo punto, torniamo sul pezzo. E' lunedì 5 dicembre, completo la giornata lavorativa, e parto molto tardi per Bologna, dove dormo ad un hotel diverso rispetto alla volta scorsa: questa volta scelgo l'Hotel Bologna Airport, e, seppur piuttosto impersonale, la scelta è migliore di quella precedente, senza appesantire la spesa.


Martedì mattina, Bologna
Martedì 6 dicembre, dopo aver scattato questa foto estemporanea dalla finestra della camera, mi preparo, e di buon'ora mi reco al parcheggio già prenotato. Il servizio navetta mi trasporta all'aeroporto, mi metto in coda per i controlli, che devo dire, a Bologna scorrono particolarmente bene, poi prendo un caffè e mi metto in coda al gate. Mi rendo conto che il bagaglio non è perfettamente in regola con la policy di Ryanair, ma conto sul fatto che l'addetta all'imbarco sia particolarmente distratta: passo.



Volo tranquillo, bella giornata anche se fredda, arrivo praticamente a mezzogiorno, quindi decido di prendermela comoda: mangio da Paul, dentro l'aeroporto di Charleroi, poi esco, fumo, scendo a prendere le chiavi dell'auto presso gli uffici delle compagnie di noleggio, risalgo, attendo la navetta, arrivo al parcheggio, stavolta ho Europcar e scopro che loro hanno le auto in superficie, anziché nel parcheggio sotterraneo, provo a settare il navigatore, ma desisto, e metto il mio, e parto con molta calma verso Bruxelles, meglio, Vilvoorde. Decido di resistere alla tentazione che ho sempre, sia all'andata che al ritorno, che mi porta sempre ad ignorare i suggerimenti del GPS e a percorrere il Ring est anziché quello ovest, e per la prima volta con la luce del giorno, percorro appunto l'ovest, mi godo il panorama, fortunatamente non ci sono troppi rallentamenti, tengo una velocità di crociera moderata, e mentre sto per arrivare, decido che per due ore, non è il caso di andare in sede, posso lavorare tranquillamente dall'albergo. Sono circa le 15 quando arrivo, e scopro che il parcheggio adiacente all'albergo The Lodge, il mio preferito (ve ne ho parlato, è ricavato in una ex casa di correzione), è divenuto a pagamento. Chiedo alla reception come è regolato (dalle 9 alle 19, prezzo decisamente ragionevole), saldo con carta di credito, faccio il check in e mi ritiro in camera, non dopo aver scattato un paio di foto all'esterno (mi accorgo che di rado sono riuscito a vederlo con la luce del giorno).



Con mia sorpresa, mi hanno assegnato una camera più grande del solito, probabilmente un upgrade. Mi piacciono le altre, ma questa è decisamente più bella, più grande, più ariosa anche se il tetto altissimo mi preoccupa un po' dal punto di vista del riscaldamento.



Dopo aver apprezzato l'informazione su Tyndale, verificata con Wikipedia, e dopo essermi sistemato, mi metto a lavorare, e faccio l'ora di cena. A quel punto, attraverso il parco adiacente a piedi, e ceno al Canaal, già "recensito".

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