No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20170206

Not Yet Titled

Mozart in the Jungle - sviluppato da Roman Coppola, Jason Schwartzman, Alex Timbers e Paul Weitz - Stagione 3 (10 episodi; Amazon Studios) - 2016

Rodrigo se ne va in Italia, dopo l'interruzione delle attività della NY Philarmonic (sciopero ad oltranza per vertenza sindacale su stipendi e pensioni), in cerca di nuovi stimoli. Sembra trovarne uno interessante a Venezia, dove decide di lavorare al rientro sul palcoscenico de La Fiamma (vero nome Alessandra), una soprano italiana un tempo famosissima e ancora oggi molto rispettata, ma già da un po' di tempo non più in attività, che conduce vita da reclusa. Nel frattempo, Hailey è in tour con l'ensemble di Andrew Walsh, che arriva proprio a Venezia.

Ho apprezzato la recensione della terza stagione di Mozart in the Jungle di Liz Shannon Miller, su Indiewire. Riflette più o meno il mio pensiero. Questa serie, che ho molto amato durante le sue prime due stagioni, divorate in un attimo con un feroce bingewatching vacanziero, continua senza troppi cambiamenti, ma con alcune particolarità che la rendono estremamente facile da guardare. Ne percepiamo i difetti, ma poi accade sempre qualcosa che ce ne fa innamorare, anche se solo per 30 minuti. Personalmente, ho trovato stiracchiati i primi episodi, non troppo interessanti seppure le regie sono riuscite a dipingere Venezia in maniera viva e non glamour, preferendo il ritorno a NY, ma all'episodio 3x07 (appunto, Not Yet Titled) mi sono arreso a tanta grandezza e genialità. Il cast è sempre spassoso e davvero simpatico (McDowell e Peters sono probabilmente più bravi di Bernal e Kirke, almeno in questo contesto), e debbo confessare che mi è piaciuto più Christian De Sica (molto più sciolto in inglese, tra l'altro) di Monica Bellucci, durante gli episodi iniziali girati a Venezia e dintorni. Non ancora rinnovata per una quarta stagione.

I appreciated the review of the third season of Mozart in the Jungle from Liz Shannon Miller, of Indiewire. It reflects more or less my thoughts. This series, which I really loved during his first two seasons, devoured in an instant with a fierce holiday bingewatching, continues without too many changes, but with some peculiarities that make it extremely easy to look at. We perceive the flaws, but then always something happens that makes us fall in love, even if only for 30 minutes. Personally, I found weak the first episodes, not too interesting though the directions managed to paint Venice real and not glamorous, preferring to return to NY, but the episode 3x07 (precisely, Not Yet Titled) I surrendered in front to such greatness and genius. The cast is always hilarious and really nice (McDowell and Peters are probably better than Bernal and Kirke, at least in this context), and I must confess that I liked the most Christian De Sica (much more loose in English, by the way) than Monica Bellucci, during the initial episodes filmed in and around Venice. Not yet renewed for a fourth season.

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