No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20170215

Truman. Senza show.

Truman - di Cesc Gay (2015)
Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)

Juliàn e Tomàs sono amici di lunga data, ma non si vedono da molti anni. Juliàn è il classico impunito: piacente, sciupafemmine, divorziato, artista (fa l'attore di teatro), scapestrato, sempre squattrinato (ha sicuramente ancora molti soldi da ritornare a Tomàs). Tomàs è l'opposto: inquadrato, serio, ha lasciato la Spagna per andare a vivere in Canada, dove ha una moglie e dei figli. Venuto a sapere che l'amico non sta molto bene in salute, decide di prendere un aereo ed andare a sincerarsi della situazione, perché, da quel che ha saputo, non è delle migliori. Arrivato in Spagna, Tomàs si renderà conto che invece, la situazione è ancora peggiore: a Juliàn rimangono da vivere solo pochi mesi. Ma la preoccupazione più grande di quest'ultimo è: a chi lasciare Truman, l'amato cane.

Come vi ho detto, anche i premi Goya possono essere piuttosto indicativi di buona cinematografia. Il film di cui parliamo oggi ne ha fatto incetta, l'anno passato. Visto che uno dei due protagonisti è il mio attore preferito, l'argentino Ricardo Darìn, ho aspettato pure troppo a vederlo. Ma un motivo c'è: il film non è tutto questo granché. Intendiamoci: è piacevolissimo. Un piacevolissimo divertissement stereotipato, pieno di cliché, messo in scena da un regista esperto, soprattutto di commedie, e da due attori protagonisti straordinariamente bravi. L'amicizia, questa cosa spesso più importante dell'amore, sviscerata in salsa ispano-argentina. Poteva essere meglio, ma anche molto peggio. Bravi anche gli attori non protagonisti.

As I told you, even the Goya awards can be quite indicative of good movies. The film we are discussing today has made it hoarding, in the past year. Given that one of the two protagonists is my favorite actor, Argentina's Ricardo Darin, I also waited too long to see it. But there is a reason: the film is not all that great. Mind you: it is pleasant. A pleasant divertissement stereotyped, full of cliches, staged by an experienced director, especially in comedies, and two extraordinarily talented lead actors. The friendship, this thing often more important than love, eviscerated in the Spanish-Argentine sauce. It could be better, but also much worse. Also good supporting cast.

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