No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20170825

Polvere

Dust - Laurel Halo (2017)

Seguendo le indicazioni di una recensione, mi sono avvicinato a questa artista statunitense di Ann Arbor, Michigan, adesso stabilitasi a Berlino, e non conoscendo i suoi lavori precedenti (che, da quanto ho capito leggendo in giro, erano abbastanza diversi), sono rimasto inizialmente spiazzato da quello che stavo ascoltando. Poco a poco, ho cercato di "entrare" nel disco. Non sono sicuro di esserci riuscito, ma quello che vi posso dire, è che qua siamo alla sperimentazione pura, quindi se da una parte può essere molto difficile seguire il filo conduttore di un lavoro del genere, dall'altra si deve senza dubbio togliersi tanto di cappello dinanzi ad artisti con un coraggio del genere. Come nota correttamente Chal Ravens su Pitchfork, Laurel Halo "resiste alle classificazioni, e spiazza le interpretazioni, trattando la sua voce come un materiale sintetico, da modellare e scomporre". Ritmi sincopati, jazzati, rarefatti, voce come detto, a volte pulita a volte passata attraverso mille filtri, testi con riferimenti letterari e filosofici, elettronica al servizio di una sorta di free jazz avanguardista ultra-moderno. Disco difficile, ma al tempo stesso profondamente ipnotico.



Following the directions of a review, I approached this US artist from Ann Arbor, Michigan, now settling in Berlin, and not knowing her previous works (which, as I understood reading around, were quite different), I remained initially misplaced by what I was listening to. Gradually, I tried to "enter" the album. I'm not sure I've succeeded, but what I can say is that here, we are at pure experimentation, so if it can be very difficult to follow the lead of such a job, on the other hand we must undoubtedly take off our hat in front of artists with such courage. As Chal Ravens correctly notes on Pitchfork, Laurel Halo "continues to resist classification and deflect interpretation by treating the human voice like a synthetic material to be molded and shattered". Sincopated rhythms, jazzy atmospheres, rarefied songs, voice as mentioned, sometimes clean sometimes passed through a thousand filters, texts with literary and philosophical references, electronics at the service of a kind of ultra-modern avant-garde free jazz. Not so easy disc, but at the same time profoundly hypnotic.

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