No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20140108

facciamola corta

Say That To Say This - Trombone Shorty & Orleans Avenue (2013)

Ve lo dico: somiglia a Lenny Kravitz, avrete spesso questa sensazione di déjà vu ascoltando Say That To Say This (espressione, dice Shorty, usata a New Orleans per intendere "to make a long story short", ed è quello che vuol fare lui, in musica, insieme alla Orleans Avenue). Qua però siamo di fronte ad un musicista-fenomeno che, come il personaggio di Antoine Batiste dice a Nelson Hidalgo proprio dopo averlo visto live, è cresciuto per strada. Anche qui c'è da precisare il senso della frase: Troy Andrews, nome di battesimo di Shorty, nasce a New Orleans (e dove sennò?) nel quartiere di Tremé, è il fratello minore del trombettista James Andrews e nipote del cantautore Jessie Hill, comincia a suonare il trombone a sei anni, suonando nelle sfilate delle brass band e diventando capobanda di lì a poco. Nel 2005 entra nella sezione fiati di Lenny Kravitz, più avanti ha suonato per U2 e Green Day, appare nella serie Studio 60 on the Sunset Strip, collabora con altri artisti famosi (Kid Rock, Warren Hayes, Jeff Beck, Neville Brothers, Allen Toussaint), dal 2010 appare in alcuni episodi di Treme, e nel 2010 pubblica il suo primo disco, Backatown, sempre con gli Orleans Avenue. Questo Say That To Say This, uscito nel settembre di quest'anno, è il suo terzo disco, dopo quello già citato e For True del 2011.
Come detto, l'influenza di Kravitz si sente, ma non è certo l'unica. Siamo di fronte ad una band davvero funky, che però picchia spesso sodo come una di rock [You And I (Outta This Place)]. Le linee canore sono r'n'b e, a volte, rap, e i fiati fanno virare il timone verso il jazz (Sunrise), o addirittura fanno odorare il tutto di marching band (Shortyville). Anche se, a dire il vero, questo terzo disco mi sembra un pochettino più debole dei primi due, il risultato sono canzoni spesso belle, a volte molto belle, come nel caso di Fire And Brimstone (video allegato), Dream On, o come Hurricane Season contenuta invece nel disco di debutto.
Come in un ideale passaggio delle consegne, c'è anche una cover di Be My Lady dei The Meters, funky band di New Orleans, house band per Toussaint, che "conteneva", tra gli altri, anche due Nevilles.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Ci piace :-))
E non è (ancora...almeno...) neppure super tamarro come il buon Leny!!!

Rob

Anonimo ha detto...

Errata corrige:
Lenny...of course :)

Rob

Filo ha detto...

Scaricato oggi e sono al terzo ascolto. Ci piace assai.
Grazie per la segnalazione.