No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20140122

L'inconnu du lac

Lo sconosciuto del lago - di Alain Guiraudie (2013)
Giudizio sintetico: si può perdere (2/5)

Sud della Francia. Franck, un giovane e piacente omosessuale, si reca ogni giorno in riva ad un bel lago vicino a dove abita, a prendere il sole ma non solo. La zona è ufficiosamente nota come spiaggia naturista ma soprattutto come luogo di ritrovo gay. Una sorta di paradiso del cruising, dove soli uomini, gay o bisex, si recano per ottenere sesso gratis e spesso senza nessuna sorta di impegno reciproco, o anche solo per guardare. Franck simpatizza con il solitario e goffo Henri, ma desidera ardentemente il bel tenebroso Michel, che ricambia le sue occhiate ma solitamente è in coppia. Una sera, Franck si trattiene fino a tardi, e vede Michel annegare il compagno in mezzo al lago. Eppure, nonostante ciò, gli si avvicina e l'altro ricambia le sue avances. Avviano una relazione esclusivamente sessuale, ma che li rende gelosi l'uno dell'altro, mentre Henri osserva tutto da lontano.

Sbandierato come un semi-capolavoro, vincitore della Queer Palm al Cannes di quest'anno e del premio alla regia nella sezione Un Certain Regard, mi sono avvicinato a questo film francese con le migliori intenzioni: non mi spaventano, e non mi scandalizzano certo nudi frontali maschili, masturbazioni, fellatio e rapporti omosessuali soft porno, nel film contenuti a bizzeffe. La critica che se ne intende, però, sostiene che non è quello il punto: il punto è il thriller incompiuto, l'accettazione del rischio da parte del protagonista, il suo giocare col fuoco, che dà fascino e regala emozioni.
Beh, probabilmente è l'ennesima dimostrazione che non ci capisco una mazza (mai paragone fu più appropriato, credetemi), perché a me questo film ha fatto discretamente cagare. Estenuante, ripetitivo come se fosse un film iraniano (ma solitamente lì la ripetizione porta a qualcosa), con recitazioni che ho trovato piuttosto impacciate, una parvenza di giallo ma inconcludente perché telefonato, il tratteggio di una comunità gay senza regole che, se così fosse, fa piuttosto tristezza, un finale splatter senza troppo senso.
Sono sicuro che molti più bravi di me riescono a trovarci non solo un senso, ma perfino della bellezza. Fatevelo spiegare da loro, perché io vi consiglio di starci alla larga.

2 commenti:

Dantès ha detto...

è lì in attesa, ma qualcosa mi dice che sarò d'accordo con te

jumbolo ha detto...

ahahahahah!! beh ci spero...