No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence.
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20071022

des armes

pescando a caso tra i dischi ieri sera mi è capitato un vecchio disco dei timoria.colori che esplodono. prodotto da gianni maroccolo e registrato da giorgio canali. come ospite all'armonica c'era bertrand cantat, il cantante dei noir desir, che tra l'altro è uscito di galera pochi giorni fa, come sapete era in carcere per aver ucciso la moglie marie trintignant in una lite. so che giorgio canali è molto amico dei noir desir, è stato anche loro produttore e fonico in vari tour. sentire l'armonica di cantat in un disco mediocre dei timoria è bello.

consiglio di ascoltare questa des armes dei noir desir, che sta nell'album des visages des figures, che mi ricorda tanto jaques brel.

Des armes, des chouettes, des brillantes Des qu'il faut nettoyer souvent pour le plaisir Et qu'il faut caresser comme pour le plaisir L'autre, celui qui fait rêver les communiantes Des armes bleues comme la terre Des qu'il faut se garder au chaud au fond de l'âme Dans les yeux, dans le cœur, dans les bras d'une femme Qu'on garde au fond de soi comme on garde un mystère Des armes, au secret des jours Sous l'herbe, dans le ciel et puis dans l'écriture Des qui vous font rêver très tard dans les lectures Et qui mettent la poésie dans les discours Des armes, des armes, des armes Et des poètes de service à la gâchette Pour mettre le feu aux dernières cigarettes Au bout d'un vers français brillant comme une larme

20240428

Vicolo da incubo

Nightmare Alley - Di Guillermo del Toro (2021)
Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)

Nel 1939, Stan Carlisle nasconde un cadavere sotto le assi del pavimento di una casa fatiscente prima di darle fuoco. Quella sera, entra in un luna park itinerante e guarda uno spettacolo geek in cui un uomo squilibrato mangia un pollo vivo. Stan incontra l'uomo forte del luna park e gli viene offerto un lavoro temporaneo per la notte. Successivamente viene convinto dal proprietario del circo Clem a restare e inizia a lavorare con "Madame Zeena", la chiaroveggente del circo, e il marito alcolizzato Pete. Stan inizia a corteggiare la collega Molly e le chiede di lasciare il luna park con lui, ma lei rifiuta. Madame Zeena e Pete insegnano a Stan come usare il linguaggio in codice e i trucchi della lettura a freddo nel loro numero, mettendolo in guardia dal fingere di parlare con i morti. Stan scopre anche che Clem assume alcolisti problematici come suoi seguaci, poi dà loro alcol corretto con oppio in modo che restino. Una notte, Pete chiede a Stan dell'alcol e viene trovato morto il giorno successivo.

Basato sull'omonimo (in originale, visto che in Italia Nightmare Alley è stato preceduto da un La fiera delle illusioni, fin troppo didascalico) romanzo di William Lindsay Gresham del 1946, con un cast ricchissimo e un regista dei più "in voga", il film in questione, candidato a quattro Oscar (3 nelle categorie tecniche, ad ogni modo non ne ha vinto nessuno), mi è parso senza dubbio un omaggio ai vecchi film noir, molto patinato e tecnicamente ineccepibile, ma abbastanza fine a sé stesso, oltre che esageratamente prolisso.

Based on the 1946 novel of the same name by William Lindsay Gresham, with a very rich cast and one of the most trendy directors, the film in question, nominated for four Oscars (3 in the technical categories, in any case it won none), undoubtedly seemed to me to be a tribute to old noir films, very glossy and technically impeccable, but quite an end in itself, as well as excessively verbose.

20161222

It's Marcella.

Marcella - di Hans Rosenfeldt - Stagione 1 (8 episodi; ITV) - 2016


Londra. Marcella Backland, in congedo dalla posizione di ispettore della squadra omicidi, viene lasciata dal marito Jason, padre dei loro due figli. Jason è a capo degi affari giuridici della DTG Construction, di proprietà della famiglia Gibson. Marcella è devastata, e reagisce in malo modo, soffrendo di un black out di personalità. Dopo poco, viene visitata da un senior detective della squadra omicidi, a proposito di un caso di omicidio irrisolto di 11 anni prima: l'assassino sembra essere nuovamente diventato attivo. Marcella torna alla squadra omicidi. Nelle indagini, viene a contatto con il mondo degli appuntamenti on line, della prostituzione, e perfino le dubbie operazioni dei datori di lavoro del marito entrano nel caso, mentre Marcella continua disperatamente a cercare di salvare il loro matrimonio.


Prima me lo hanno segnalato una coppia di amici che abitano in UK, e naturalmente, visto che sto invecchiando e che non me lo ero appuntato, l'ho dimenticato. Poi, quando una collega inglese, me lo ha citato durante una cena (le serie tv, credeteci o no, sono un argomento che va molto), il campanello ha suonato di nuovo. Argomento decisivo: lo stesso ideatore di Bron I Broen, Hans Rosenfeldt.
Marcella è un noir che naturalmente mette insieme lo stile scandinavo, che abbiamo imparato a conoscere, e quello inglese, tipo Happy Valley tanto per citarne un esempio brillante. Niente di troppo originale, condito da protagonisti e comprimari premi di problemi anche psicologici. Metteteci dentro una protagonista spettacolare, Anna Friel, e un cast di comprimari di tutto rispetto (c'è perfino Harry Lloyd, il Viserys Targaryen di GoT, qui nei panni di Henry Gibson), ed il gioco è fatto. Serie piacevole e perfino brutale, interessante, che crea dipendenza. Nel 2017 la seconda stagione.

First, a couple of friends who live in the UK have pointed out this tv series, and of course, because I'm getting old and I do not pinned the name, I forgot. Then, when a British colleague, quoted it during a dinner (the TV series, believe it or not, is a matter of interest, and a good topic for working dinners), the doorbell rang again. Clincher: the same creator of Bron I Broen, Hans Rosenfeldt.
Marcella is a noir that naturally mixing together the Scandinavian style, we have come to know, and the English one, like Happy Valley to name a shining example. Nothing too original, peppered with main characters and supporting characters, with psychological problems. Put us in a spectacular protagonist, Anna Friel, and a cast of supporting actors respectable (there is even Harry Lloyd, Viserys Targaryen in GoT, here in the role of Henry Gibson), and you're done. Pleasant and even brutal series, interesting, addictive. In 2017, the second season.

20081216

belladonna?


Belladonna, 5 dicembre 2008, Firenze, Viper Theatre


Un volantino che pubblicizzava un loro concerto romano di un paio di anni fa recitava come sottotitolo: "la band italiana indipendente più popolare su MySpace". Stasera dobbiamo scegliere tra i romani Belladonna al Viper e Marracash al Flog, tentiamo l'azzardo e, non avendoli mai ascoltati, andiamo per gli (a noi) sconosciuti romani. Il Viper è piuttosto vuoto, nonostante l'ingresso gratuito. I romani si presentano sul palco ingessatissimi, nel senso di molto poco dinamici, meno il chitarrista Dani, e così rimarrano per tutta la durata (un'ora circa) del loro concerto. Questo uno dei maggiori difetti, incredibile a credersi per una band che vanta una discreta esperienza internazionale.

Definiscono il loro genere rock-noir, probabilmente per i testi, ispirati alla magia e al genere noir, appunto, ma a livello musicale si intuisce che il chitarrista è di estrazione street-rock'n'roll, e molto amante di Page e degli Zep, mentre il resto della band, suppongo la cantante Luana, tende ad un rock un po' più "pomposo" e vagamente gothic (molto vagamente). Mi dà in un certo senso ragione la cover che eseguono nel bis, I Dreamed A Dream, un pezzo tratto (e da loro adattato) dal musical Les Misérables.

Nella norma la tecnica, una spanna sopra come già detto il chitarrista, qualche indecisione sui toni alti per la cantante.

Un concerto deludente, non tanto per il genere, a me non affine, ma sui gusti non si discute, quanto per l'attitudine live, scarsa, veramente, cosa purtroppo molto comune per le rock band italiane.

20230410

Paura da palco

Stage Fright - Di Alfred Hitchcock (1950)
Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)


Eve Gill è un'aspirante attrice della Royal Academy of Dramatic Art (RADA) di Londra. Viene interrotta durante le prove dal suo amico (e innamorato di lei), l'attore Jonathan Cooper, l'amante segreto della stravagante attrice e cantante teatrale Charlotte Inwood. Tramite un flashback, dice che Charlotte gli ha fatto visita dopo aver ucciso suo marito; indossava un vestito macchiato di sangue. Jonathan afferma di essere andato a casa di lei per prendere un altro vestito, ma è stato visto da Nellie Goode, la cameriera e curatrice dei costumi di Charlotte. È quindi in fuga dalla polizia e ha bisogno di aiuto. Eve lo porta a casa di suo padre sulla costa per nascondersi. Il commodoro Gill nota che il sangue sul vestito di Charlotte è stato imbrattato deliberatamente; lui ed Eve pensano che Charlotte abbia incastrato Jonathan. Jonathan distrugge con rabbia il vestito e, quindi, la prova più utile.

Noir che vede nel cast nientemeno che Marlene Dietrich (Charlotte), tratto da Man Running di Selwyn Jepson, Paura in palcoscenico è un ottimo film con un grande cast (al solito), con molti colpi di scena e un buon ritmo. Hitch ha fatto di meglio, ma è tutto relativo.

Noir starring none other than Marlene Dietrich (Charlotte), based on Selwyn Jepson's Man Running, Stage Fright is an excellent film with a great cast (as usual), with many twists and turns and a good pace. Hitch did better, but it's all relative.

20170817

Vento contrario

Vent Debout - Tryo (2016)

Eccoci oggi a parlare di una band francese segnalatami da GS: i Tryo, che a dispetto del nome, sono quattro, Guizmo, chitarra e voce, Mali, chitarra piano fisarmonica e voce, Manu, chitarre e voce, Daniel, percussioni varie, e con un produttore che partecipa attivamente alla vita del gruppo, Bibou. Sono attivi dal 1995, e questo è il loro sesto lavoro in studio. Reggae, un po' di World music, tanta melodia, divertimento, ma anche impegno sociale nei testi, critiche feroci ai politici, nel passato strizzate d'occhio alla legalizzazione delle droghe leggere. Viene naturalmente da pensare a Manu Chao, ma, almeno in questo disco, ci sono pezzi molto rilassati e d'atmosfera, non troppo travolgenti come poteva essere la patchanka della Mano Negra, piuttosto qualcosa che riecheggia i mai dimenticati Noir Désir. Presenti anche influenze jazz, che regalano piccoli gioielli come la dolcissima Obsolète, e il disco è piacevole, solare, riportandoci a sonorità che forse, personalmente, avevo un po' dimenticato.



Here we are, talking about a French band, suggested to me by GS: the Tryo, which in spite of the name, are four, Guizmo, guitar and voice, Mali, piano accordion guitar and voice, Manu, guitars and voice, Daniel, various percussion, with a producer who actively participates in the life of the group, Bibou. They have been active since 1995, and this is their sixth studio work. Reggae, a bit of World music, so much melody, fun, but also social commitment in texts, fierce criticism of politicians, in the past some references to the legalization of light drugs. It is naturally to be thought of Manu Chao, but at least on this record, there are very relaxed tracks and a good atmosphere, not too overwhelming as the Mano Negra's Patchanka, but something that echoes the never forgotten Noir Désir. There are also jazz influences, which give small jewels like the sweet Obsolète, and the album is nice, solar, bringing us back to sounds that maybe I had personally forgot a bit.

20070921

noir


La ragazza del lago - di Andrea Molaioli 2007


Giudizio sintetico: si può vedere


Siamo in Friuli, in un piccolo paese ai piedi delle montagne e vicino ad un bel lago. Il commissario Sanzio, trasferitosi al nord non si sa perchè, viene allertato per la scomparsa di una bambina. Verrà ritrovata di lì a poco, ma la sua chiacchierata con il commissario aprirà un caso ben più grave: c'è una ragazza, sempre abitante del paese, morta, in riva al lago. Nuda, coperta solo da una giacca, i vestiti ben ripiegati poco più in là. Il commissario si addentra nelle indagini coadiuvato dai suoi due assistenti, e tutti gli abitanti un po' alla volta saranno sospettati.


Tratto dal libro Lo sguardo di uno sconosciuto della norvegese Karin Fossum, il debutto di Molaioli, ex aiuto regista esperto (Calopresti, Moretti, Mazzacurati), e sceneggiato da Sandro Petraglia (sterminata la sua filmografia), il film strizza l'occhio a Twin Peaks ma il risultato è un buon film italiano, superiore a molti, ma inferiore ai migliori (per il momento, Sorrentino è di un'altra categoria, anche se Molaioli sembra puntare a lui, soprattutto). I punti in comune al cinema di Sorrentino esulano dal genere, ma non sono meno importanti: anche qui il mattatore unico è Toni Servillo (sempre bravissimo, ma di certo non è la sua prova migliore, troppo teso, poco espressivo) nei panni del commissario Sanzio, e un certo tipo di colonna sonora (molto interessante, a cura di Teho Teardo - indovinate un po'? Sua la colonna sonora de L'amico di famiglia -).

Il film è lento, ma si fa seguire e non è pesante. E' un noir, ovviamente, ed ha un cast ricco (Golino, Gifuni, Baliani, Antonutti, Bonaiuto), una serie robusta di personaggi, forse troppi e senza troppo tempo per essere approfonditi, una bella fotografia, algida e adatta al luogo, dipinto alla perfezione, un incedere un po' monotono e una serie troppo lunga di falsi indizi disseminati per spiazzare lo spettatore, ma è girato con una bella mano, a conti fatti.

Belle alcune scene, da ricordare quella poco dopo il ritrovameno del cadavere, con le sovrapposizioni degli addetti ai lavori sul luogo del delitto. Alcuni temi "laterali" come il rapporto figli/genitori accennati per tutto il film e leggermente irrisolti.


Tirando le somme, luci ed ombre, anche se come già detto, meglio di molto e principalmente lontano da prodotti italiani tipicamente e soprattutto stucchevolmente televisivi. Attendiamo Molaioli alla seconda prova.

20231023

Troppo vecchio per morire giovane

Too Old to Die Young - Di Nicolas Winding Refn e Ed Brubaker - Stagione 1 (10 episodi; Amazon Prime Video) - 2019


L'agente di polizia di Los Angeles Larry viene ucciso a colpi di arma da fuoco mentre scattava un selfie per la sua amante, Amanda. Il suo partner Martin Jones nasconde la foto alla polizia e invece la mostra al leader della banda Damian, che identifica l'assassino come Jesus Rojas, la cui madre è stata uccisa dallo stesso Martin. In cambio del suo silenzio, fanno pressioni su Martin affinché uccida un uomo per loro. Martin va a cena con il ricco padre della sua fidanzata diciassettenne, Janey, che sembra approvare la relazione. In privato, però, si comporta in modo bizzarro con Martin, imitando una tigre e facendogli avance sessuali. Dopo ulteriori pressioni da parte di Damian, Martin decide di fare ciò che gli viene chiesto. Rintraccia il suo obiettivo in un'autofficina. Dopo uno scontro con l'uomo, che è nudo, Martin lo uccide. Alla cerimonia funebre di Larry, dove la polizia serve succo d'arancia e frittelle, Martin viene promosso alla divisione omicidi. La banda di Damian cattura Amanda, sostenendo che ha cercato di vendere Martin ai messicani. Gli offrono una pistola e l'opportunità di trattarla come vuole. Non ci viene mostrato cosa fa, a parte accettare la pistola. Appena solo, manda un messaggio a Janey.

Potrei semplicemente riassumere con "Winding Refn prova a fare il suo Twin Peaks", e non ci andrei troppo lontano. Una base crime/noir/thriller, e dentro pure neo-western, satira, surrealismo, urban fantasy. Sviluppo contorto, andamento lentissimo, dialoghi nonsense, performance del cast sopra le righe oppure catatoniche. Alla fine, una visione impegnativa, esteticamente fighissima, manca qualcosa per raggiungere il Maestro ma la strada è quella giusta.

I could just sum it up with "Winding Refn tries to do his Twin Peaks", and I wouldn't go too far. A crime/noir/thriller base, and also neo-western, satire, surrealism, urban fantasy. Convoluted development, very slow pace, nonsense dialogues, performances from the cast that are over the top or catatonic. In the end, a challenging vision, aesthetically very cool, something is missing to reach the Master but the path is the right one.

20260901

Gli omicidi di Åre

Åremorden - Di Karin Gidfors e Jimmy Lindgren - Stagione 1 (5 episodi; Netflix) - 2025


La serie ruota attorno ai due agenti di polizia Daniel Lindskog e Hanna Ahlander che, nonostante le risorse limitate, si sforzano di risolvere gravi crimini tra le montagne del Jämtland. Una giovane donna scompare nella notte tra Santa Lucia e Hanna Ahlander inizia a indagare sul caso con l'aiuto di Lindskog. (Wikipedia)

La serie è tratta dai romanzi di Viveca Sten "Offermakaren" (2020) e "Dalskuggan" (2021), e nonostante il genere Nordic Noir sia ormai estremamente inflazionato, complice il formato tutto sommato snello (5 episodi da 45 minuti ciascuno), e un cast ben bilanciato (per gli appassionati, c'è qualche faccia conosciuta), questa miniserie, che naturalmente, potrebbe pure tornare, visto anche che i libri che compongono questa serie sono altri 4 [Botgöraren (2022), Vilseledaren (2023), Benådaren (2024), Gränsöverskridaren (2025)], scorre bene e soddisfa lo spettatore.

The series is based on Viveca Sten's novels "Offermakaren" (2020) and "Dalskuggan" (2021), and although the Nordic Noir genre is now extremely overused, thanks to the overall streamlined format (5 episodes of 45 minutes each), and a well-balanced cast (for fans, there are some familiar faces), this miniseries, which of course, could also return, also considering that the books that make up this series are 4 others [Botgöraren (2022), Vilseledaren (2023), Benådaren (2024), Gränsöverskridaren (2025)], flows well and satisfies the viewer.

20230808

Soldi facili

Snabba Cash - Di Jens Lapidus e Oskar Söderlund - Stagioni 1 e 2 (6 episodi ciascuna; Netflix) - 2021/2022


Stoccolma, oggi. Un'ambiziosa donna d'affari, un affascinante membro di una gang e un adolescente problematico. In una disperata e sporca ricerca dei soldi, i loro mondi si scontrano.

Scritto da Jens Lapidus e Oskar Söderlund e diretto da Jesper Ganslandt, la serie è basata sulla trilogia di romanzi Stockholm Noir dello stesso Lapidus, il primo dei quali è stato adattato in tre film: Easy Money (2010), Easy Money II: Hard to Kill (2012) e Easy Money III: Life Deluxe (2013). La serie si svolge a Stoccolma, ed è ambientata dieci anni dopo la trilogia cinematografica. Soprattutto la prima stagione è una vera figata, con un ritmo travolgente, un umorismo nero irresistibile, ed alcuni protagonisti (soprattutto Evin Ahmad nei panni di Leya, che qui davvero recita in modo pazzesco) davvero impressionanti.

Written by Jens Lapidus and Oskar Söderlund and directed by Jesper Ganslandt, the series is based on Lapidus' Stockholm Noir trilogy of novels, the first of which has been adapted into three films: Easy Money (2010), Easy Money II : Hard to Kill (2012) and Easy Money III: Life Deluxe (2013). The series takes place in Stockholm, and is set ten years after the film trilogy. Especially the first season is really cool, with a rousing pace, an irresistible dark humor, and some protagonists (especially Evin Ahmad as Leya, who really acts good here) really impressive.

20071216

noir argentino


E sempre per il noir, chi ama il genere potrebbe essere interessato a leggere questa notizia, pubblicata ieri dal Manifesto. Héctor Febres, militare argentino, torturatore e collaboratore di Videla, è stato ritrovato morto lunedì scorso nella sua cella. Mancavano 4 giorni all'udienza che probabilmente lo avrebbe condannato. L'autopsia ha constatato che la morte è sopravvenuta per avvelenamento da una fortissima dose di cianuro. La sera precedente aveva cenato con la moglie e i due figli, che sono stati prontamente arrestati.

20190703

Confine

Gräns / Border - Di Ali Abbasi (2018)
Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)

Svezia. Tina è una giovane ragazza afflitta da una deformazione facciale, che le conferisce un aspetto quasi neanderthaliano: forse per questo vive una vita molto isolata, e una relazione che appare quasi di convenienza con Roland, un allenatore di cani. Tina però ha un paio di enormi qualità: un olfatto eccezionale, che le permette di essere infallibile quando c'è da scegliere persone che tentanto di oltrepassare la dogana con sostanze illecite, e un istinto altrettanto infallibile per "fiutare" il senso di colpa (esempio: se una persona ha con sé materiale pedopornografico, lei lo sa). La sua vita sembra essere avviata lungo questa strada, finché, un giorno, alla dogana si presenta Vore, apparentemente un uomo che ha la sua stessa deformazione facciale. 

Film stranissimo, in senso buono, di quelli che ci piacciono, che mette insieme, come hanno notato critici ben più accreditati di me, romanticismo, noir nordico, temi di attualità sociale, e horror sovrannaturale, e che inoltre ha dalla sua un trucco spettacolare e quasi incredibile, e un'ambientazione semi-selvaggia. Un paio di interpretazioni che lasciano a bocca aperta, quelle dei due protagonisti, chiudono il cerchio, e fanno venire voglia di andarsi a cercare il precedente film di questo regista iraniano-svedese.

Very strange film, in a good sense, of those we like, that brings together, as noted by critics much more credited than me, romance, Nordic noir, current social issues, and supernatural horror, and which also has a spectacular makeup on its side, almost unbelievable, and a semi-wild setting. A couple of interpretations that leave you speechless, those of the two protagonists, close the circle, and make you want to go and look for the previous film of this Iranian-Swedish director.

20180712

It's Marcella again

Marcella - di Hans Rosenfeldt e Nicola Larder - Stagione 2 (8 episodi; ITV) - 2018

Marcella Backland è tornata; stavolta si trova ad investigare su un serial killer di bambini. Sembrano invischiati in questa storia un pedofilo segnalato, un arrogante milionario, una rockstar degli anni '70 con il vizietto delle minorenni, e strani simboli che sembrano legati alla stregoneria. Marcella non ha ancora superato né la sua separazione dall'ex marito Jason, che si è fidanzato con la sua infermiera di riabilitazione, cosa che incattivisce la lotta per la custodia dei due figli, e neppure i suoi misteriosi blackout, per i quali finalmente, cerca di farsi aiutare (con l'ipnosi).

Nonostante, come vi ho sempre ripetuto, non sia un appassionato dei noir o dei polizieschi, quelli scandinavi esercitano su di me un fascino particolare. Forse vi sarà sfuggito, ma Marcella fa parte di questo genere, seppur ambientato in una Londra in chiaroscuro: la penna dietro a tutto è quella di Hans Rosenfeldt, quello di Bron/Broen. Insomma: anche la seconda stagione di Marcella mi ha lasciato soddisfatto, e con la voglia di averne ancora. Non c'è ancora niente di certo, perché come sapete, in UK non sono così schematici e veloci come negli US, ma lo spero davvero.

Although, as I have always told you, I am not a fan of noir or police series, the Nordic ones exert a special charm on me. Maybe you will have missed it, but Marcella is part of this genre, although set in a London in light and dark: the pen behind everything is that of Hans Rosenfeldt, that of Bron / Broen. In short: even the second season of Marcella left me satisfied, and with the desire to have more. There is still nothing certain, because as you know, in the UK are not as schematic and fast as in the US, but I really hope so.

20200924

I delitti del Valhalla

The Valhalla Murders - Di Thordur Palsson - Stagione 1 (8 episodi; Netflix) - 2020

Diverse persone apparentemente non correlate sono state brutalmente assassinate in varie località dell'Islanda. Un enigmatico detective norvegese viene chiamato per aiutare le forze di polizia islandesi a trovare un collegamento tra le vittime, oltre a essere state uccise da quello che sembra essere un serial killer che rimuove gli occhi delle sue vittime post mortem.

Niente male questo nordic noir islandese. Un bell'intreccio, scenari ovviamente mozzafiato, e un cast all'altezza.

Not bad this Icelandic Nordic noir. A beautiful plot, obviously breathtaking scenery, and a cast that lives up to it.

20140317

Carcosa

True Detective - di Nic Pizzolatto - Stagione 1 (8 episodi; HBO) - 2014

1995, Vermilion Parish, Louisiana, USA. Martin Hart (Marty) e Rustin Cohle (Rusty) sono una coppia di detectives della polizia locale, e si trovano ad indagare sull'omicidio brutale, con tanto di ritrovamento del cadavere "spettacolare", della giovane Dora Kelly Lange, ex prostituta. I due, come coppia lavorativa, sono relativamente nuovi. Marty è uno dei più esperti del luogo, è un compagnone, benvoluto da tutti alla centrale; ha una moglie giovane e bella, due figlie apparentemente adorabili. Rusty, seppure anche lui uomo del sud, è "piovuto" lì da chissà dove, nasconde un passato oscuro, è scostante, supponente perfino, ha un metodo di lavoro mai visto e che fa sorridere (viaggia sempre con un quadernone dove si appunta qualsiasi cosa), e si fa odiare da tutti in poco tempo; solitario, ai limiti dell'asocialità. Sono entrambi ottimi investigatori, probabilmente Rusty ha una marcia in più, ma Marty, inizialmente perché deve farci coppia, dopo perché si affeziona a questo strano ma affascinante uomo, è l'unico che lo sopporta.
Rusty è convinto che Dora Kelly Lange sia vittima di un assassino seriale, che potrebbe aver mietuto prima di lei numerose vittime. Marty è scettico. Ma la testardaggine e l'intuito di Rusty riesce a legare la vittima almeno ad un'altra bambina, Marie Fontenot, scomparsa cinque anni prima.
Nel 2012, diciassette anni dopo, scopriamo che un'altra coppia di detectives, Papania e Gilbough, stanno "intervistando" Marty e Rusty separatamente, sui fatti del 1995 e sulle indagini susseguenti, ma l'impressione è che vogliano arrivare ad altro. Da queste interviste scopriamo, pian piano, che tra i due è accaduto qualcosa, e che Rusty ha lasciato la polizia, diventando barista in un luogo dimenticato da chiunque, ed esercitando quasi razionalmente il suo alcolismo.

Ecco, cominciamo col chiarire alcuni punti evidenti, cose che facevano già partire True Detective da un gradino più alto, ma di conseguenza anche con delle aspettative di gran lunga maggiori rispetto ad un'altra qualsiasi serie tv. Marty è interpretato da Woody Harrelson e Rusty da Matthew McConaughey: già con questo, capite di cosa stiamo parlando. Non solo: di True Detective sulla HBO si parlava già da almeno due anni.
Fin qui, le cose che già si sapevano. Procedo con quelle che sapevo meno: Pizzolatto, creatore e sceneggiatore di tutti e otto gli episodi, è uno scrittore piuttosto apprezzato, autore di un libro (Galveston) e diversi racconti, tutti sul genere noir, e sceneggiatore di un paio di episodi di The Killing. Cary Joji Fukunaga, che ha diretto tutti gli episodi, è un giovane regista che avevamo avuto modo di apprezzare molto col suo Jane Eyre del 2011, e con Sin Nombre del 2009 (ancora meglio), e che dopo questa prima stagione di True Detective si candida come uno dei miei registi preferiti, sicuramente da seguire, come già avevo fiutato dopo aver visto Sin Nombre. Adam Arkapaw, direttore della fotografia, ha fatto un grandissimo lavoro su questa serie, e (questo non c'entra naturalmente) la sua fidanzata è nientemeno che Elisabeth Moss (Peggy di Mad Men). La colonna sonora, a parte la sigla (by the way, molto molto bella pure visivamente) Far From Any Road dei The Handsome Family, è eccezionale, e non poteva essere altrimenti dato che è stata curata da T Bone Burnett.
Detto tutto questo, e chiarendo che anch'io, come molti fan (la serie non ha avuto problemi a fare proseliti in pochissimo tempo), sono rimasto un po' così davanti al season finale, ma che, per una mia personale convinzione (il finale difficilmente è una roba facile da scrivere, specialmente se hai creato una cosa devastante prima), non sono assolutamente insoddisfatto da True Detective, anzi, questa serie, come detto attesa da qualche anno, è stata decisamente all'altezza delle aspettative.
Probabilmente perché personalmente non sono uno particolarmente attirato dal noir (ma non disdegno affatto, come potete constatare leggendo questo blog, il genere), e non sono neppure di quelli che si mette a tentare di risolvere l'intreccio, o che sta meticolosamente attento ai dettagli e agli indizi, mi sono goduto totalmente questo bellissimo serial dalle atmosfere southern interpretato da due attori che probabilmente sono tra i, la butto lì, cinque migliori sulla piazza attualmente, che gigioneggiano costantemente sullo schermo, entrambi totalmente calati nelle loro rispettive e diversissime parti, gareggiando a chi ce l'ha più lungo o a chi piscia più lontano, circondati da caratteristi fenomenali (Michelle Monaghan, Kevin Dunn, Jay O. Sanders, Shea Whigham, Michael Harney, ci metterei anche Lili Simmons ma lei è destinata a non "rimanere" una caratterista: occhio, ha appena 21 anni), ma sulle cui portentose spalle poggia il 99% della serie. La cosa curiosa, divertente, interessante, è che lo script ci regala un personaggio favoloso, quello di Rusty, interpretato da un McConaughey in stato di grazia (già lo sapevamo, e l'Oscar per Dallas Buyers Club, film che mi sto "mettendo da parte" per una serata scintillante, ha semplicemente indicato che eravamo nel giusto), e un attore meraviglioso quale Harrelson si "limita" a fargli da spalla (e che spalla).
Sinceramente, non ho altro da aggiungere. Tra le novità, decisamente una delle migliori.
La serie non è ancora stata rinnovata per una seconda stagione, ma Pizzolatto è già al lavoro. E' già di dominio pubblico che sarà una serie antologica, quindi ogni stagione parlerà di un nuovo "caso", con un cast completamente diverso. Buona fortuna, dopo Harrelson/McConaughey.

20100321

fatto a mano


Handmade - Hindi Zahra (2010)


Hindi Zahra nasce in Marocco, a Khouribga, nel 1979. Secondo la sua bio, vive in Francia dal 1993. Questo Handmade è il suo disco di debutto, e le prime volte non mi ha colpito molto. Ma ho insistito, ascoltandolo più concentrato, o forse più libero, ed ecco che mi ha preso. Ci sento i Tinariwen, del jazz, Manu Chao, i Noir Désir, un pizzico di hip-hop, gli chansonnier francesi, le Zap Mama, addirittura il tango, e una bella voce vellutata e versatile.

Interessante davvero.


20160819

It Sounded Nicer in My Head

Orange is the New Black - di Jenji Kohan - Stagione 4 (13 episodi; Netflix) - 2016

Caputo è promosso a Director of Human Activity, un po' come direttore del carcere, ma anche no. Cerca nuovi secondini per far rientrare l'allarme delle detenute uscite dalla recinzione, e quasi tutte nel laghetto lì vicino a farsi il bagno. Tra i nuovi secondini, Piscatella spicca: un omone enorme che è molto osservante delle gerarchie, obbediente, attento alla sicurezza, temuto dalle altre guardie e dalle detenute. Caputo lo nomina nuovo capo delle guardie.
Maureen vuole approfittare per scappare dal carcere insieme a Suzanne, ma quest'ultima non è della stessa opinione, e torna indietro. Maureen viene ripresa dalle guardie e da Caputo. Arrivano nuove detenute, e sono faticosamente integrate con le "vecchie", creando un problema di sovraffollamento (risolto con letti a castello). La compagna di letto di Red russa pesantemente, e Red non riesce a dormire per giorni. Judy King, una celebrità televisiva protagonista di un seguitissimo programma di cucina, entra come prigioniera a Litchfield per frode fiscale, e lega subito con Luschek. Dato il ritorno mediatico negativo che potrebbe scaturire dal soggiorno della King, le viene assegnata una stanza singola, e un trattamento riservato. Alex viene aggredita da Aydin Bayat, un uomo di Kubra infiltratosi come secondino, e Lolly la salva prendendo a calci ripetutamente l'uomo fino a renderlo incosciente. Le due suppongono che sia morto, Alex prova a seppellirlo nella serra ma si rende conto che respira ancora, per cui lo soffoca fino ad ucciderlo. La mattina seguente, Frieda ha scoperto il corpo; con il suo aiuto, Alex e Lolly smembrano il corpo stesso, e lo seppelliscono nell'orto.

Orange is the New Black è un'altra delle bellissime cose che la tv ci ha regalato negli ultimi anni. La serie ha avuto flessioni di critica e pubblico tutto sommato leggere, ma sicuramente quest'ultima stagione ha convinto tutti. La serie ormai ha relegato la protagonista Piper Chapman a comprimaria, e tutte le altre inmates hanno ampi spazi, sia "attuali" che raccontandoci la loro vita prima di Litchfield con i flashback mai inseriti a caso. Fluidità estrema, divertimento, giallo e nero, grandissime prove recitative, una delle serie più corali mai viste. Rinnovata per la quinta, la sesta e la settima stagione. E siamo tutti contenti.

"Orange is the New Black" is another of the beautiful things that TV has given us in recent years. The series has had a critical bending and audience not too serious, afterall, but certainly this last season has convinced everyone. The former main character Piper Chapman is now relegated as almost supporting actors, and all the other inmates have plenty of space, both "current", that telling their life before Litchfield with flashbacks never inserted at random. Extreme fluidity, fun, thriller and noir, enormous recitative proofs, one of the most choral series we've ever seen. Renewed for the fifth, sixth and seventh season. And we're all happy.

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Penelope


The Brothers Bloom - di Rian Johnson 2009


Giudizio sintetico: si può perdere


I due fratelli Bloom, Stephen (il maggiore) e Bloom (il più piccolo), sono due esperti truffatori, rispettati in tutto il mondo. I loro ruoli sono stati da sempre ben definiti, fin da piccoli, Stephen è la mente e Bloom il tenero interprete che circuisce le vittime. La truffa è la loro vocazione, il rifugio che li ha protetti fin dalla tenera età, periodo un cui erano sballottati tra le varie famiglie adottive. Adesso, Bloom ha qualche crisi di coscienza, e non vuole più proseguire sulla strada che sembrerebbe l'unica percorribile, e vuole rimanere nel suo buen retiro in Montenegro, sulle rive dell'Adriatico. Ma Stephen insiste, e alla fine riesce a convincere il fratello ad aiutarlo per l'ultimo colpo. Del resto, come ha bisogno della sua compagna Bang Bang, una asiatica che pare muta, ha bisogno di Bloom, soprattutto per convincere la vittima predestinata: Penelope Stamp, una giovane, ricca e annoiata donna single, che vive nella sua reggia nel New Jersey e passa il tempo apprendendo hobby e distruggendo auto costosissime.

L'ammonimento che Stephen dà a Bloom, catturata l'attenzione di Penelope e conquistata la di lei fiducia, è: "non ti innamorare". L'avventura ha inizio...


Seconda prova del giovane Johnson, dopo il debutto cult con Brick, vincitore del premio speciale della giuria al Sundance nel 2005, e di altri premi. Si sposta dal noir al caper film (pellicole ispirate alle bande di truffatori), con un cast piuttosto importante (Mark Ruffalo è Stephen, Adrien Brody è Bloom, Rachel Weisz è Penelope e Rinko Kikuchi è Bang Bang, l'ennesima parte muta [beh, qui in effetti dice tre parole...] dopo quella in Babel), ma il risultato è prevedibile, seppur a tratti divertente, eccessivamente complicato e sinceramente un po' troppo supponente (i richiami letterari a Joyce).

La fotografia è buona, le location molto belle, le recitazioni sono molto di maniera, a parte quella della Kikuchi (sta lavorando con Tran Ahn Hung - Cyclo - e attendiamo l'uscita del suo Map of the Sounds of Tokyo, diretto da Isabel Coixet), che, aiutata dalla parte, risulta molto divertente.

Una sorta di Ocean's (11, 12 o 13, scegliete voi) più introspettivo ed intellettuale, ma non perfettamente riuscito.


Al momento non è prevista l'uscita italiana.

20071025

distanze


La giusta distanza - di Carlo Mazzacurati 2007


Giudizio sintetico: si può vedere


Polesine veneto, Concadalbero è un paesino piccino piccino, dove tutto scorre tranquillo e tutti conoscono tutti. Giovanni ha 18 anni e vuole fare il giornalista, ha un fratellino più piccolo che incarna tutti i difetti degli odierni pre-adolescenti, un padre che non ha molto da dire e interiorizza la perdita della moglie, piuttosto recente, e si fa aiutare dalla zia. La maestra di tutti, attualmente del fratello di Giovanni, all'improvviso impazzisce, e viene sostituita da una forestiera, la bella Mara, che appena arriva attira immediatamente gli sguardi e i pruriti di gran parte dei maschi di Concadalbero.


Scorrendo la filmografia di Mazzacurati, non si può che convenire sul fatto che i suoi lavori più riusciti sono quelli dove il regista radiografa vizi e virtù della provincia italiana, soprattutto quella del benestante Nord Est, evidentemente quella che conosce bene, quella dalla quale proviene. Nonostante ciò, anche i difetti dei suoi migliori film sono sempre gli stessi: l'introduzione di troppi temi sui quali riflettere. Eppure, questo suo ultimo lavoro è piacevole, divertente, a momenti leggerissimamente inquietante. La sceneggiatura viaggia un po' a strappi, e a tratti mostra la corda. Troppa voce fuori campo, addirittura più di una (l'espediente della lettura delle e-mail tra Mara e la sua amica del cuore che cos'è, se non una doppia voice off?), effetto ridondante assicurato. Sembra che a volte Mazzacurati dimentichi che una scena senza dialoghi (molte di quelle dove vediamo la solitudine di Hassan, su tutte quella dove si ferma nella zona delle prostitute, didascalica seppur, appunto, senza dialoghi) è spesso migliore di una scena troppo parlata. D'altro canto, va apprezzato però lo sforzo continuo di cercare una via originale senza per forza scimmiottare qualcuno: nel complesso del lavoro del regista, vedo questo.


E' spiazzante la direzione noir che prende il film nella seconda parte (già in troppi lo hanno accostato all'acclamato La ragazza del lago), ma se effettivamente questa "deriva" genera parti forse inutili e superflue, è bello vedere la mano leggera del regista che con due o tre scene in sequenza riesce a mostrare, in un punto cruciale del film, tutta una serie di personaggi che, con la coralità del racconto, è riuscito a far diventare potenziali colpevoli.

Non tutte riuscitissime le prove attoriali. Per un Battiston e un Bentivoglio che si limitano al compitino, viaggiando a filo di gas, si nota un leggero impaccio nella prova del giovane protagonista Giovanni Capovilla, che ci lascia la sensazione di poter dare di più; i complimenti vanno invece alla promettente Valentina Lodovini (Mara), vista (poco) ne L'amico di famiglia, e all'intenso Ahmed Hafiene (Hassan). Interessanti alcuni comprimari (Artuso, Cantarelli, Abbiati).


Assolutamente da ricordare almeno un paio di scene: l'apertura, con la ripresa del Po' e di Concadalbero (paese inventato) dall'elicottero, che termina poi "dentro" la corriera, magistrale, una grande introduzione; l'avvicinamento fisico tra Mara e Hassan, i loro sguardi carichi di una tensione sessuale che quasi esce dallo schermo, vibrante. Certo, ce ne sono alcune da dimenticare (la citazione felliniana con la maestra sul barcone, la semi-conclusione troppo retorica; per fortuna che nell'ultimissima scena, quella immediatamente seguente, inutile fin da subito, Mazzacurati si è fermato appena in tempo: se avesse fatto capire distintamente che, alla fine, nasce qualcosa tra Giovanni e la sua prima fiamma, avrebbe davvero rovinato tutto. Già così è stucchevole), ma prendiamo quel che c'è di buono, e rallegriamoci. E' tornato il regista de La lingua del santo, de Il toro e dello splendido Vesna va veloce, che, speriamo, ha seppellito per sempre quello dell'orribile L'amore ritrovato.

20110820

le carte et le territoire


La carta e il territorio - di Michel Houellebecq (2010)

Jed Martin è un artista. Fotografo e pittore, esteta, attento a tutto ciò che è bello, è un uomo capace di grandi intuizioni, quelle che lo porteranno ad un enorme successo, successo che gli porterà una ricchezza sufficiente a vivere di rendita per il resto dei suoi giorni dai quarant'anni in poi, baciato dalla fortuna, ma è anche un uomo schivo, capace al tempo stesso di riflettere sul senso profondo della vita e, proprio per questa sua capacità, a rimanere ugualmente deluso da questa molto precocemente. Madre suicida quando lui era ancora molto giovane, padre architetto di grande successo con il quale non riesce ad avere un rapporto profondo e soddisfacente, due grandi amori nella sua vita, amori che lascia sfumare quando si rende conto che nulla è per sempre, nessuna vera, grande, profonda amicizia, se non quella, potenziale, con un grande scrittore del suo tempo: Michel Houellebecq. Potenziale perché quando, dopo averlo conosciuto su raccomandazione del suo gallerista, che lo spinge a chiedergli di scrivere un introduzione al catalogo della sua seconda grande esposizione, cosa che lo scrittore farà contribuendo non poco al successo di Jed, lo incontra un altro paio di volte e capisce che hanno molto in comune, ne percepisce la vicinanza e le affinità, desidera rivederlo ancora e passare del tempo con lui, ma un giorno...

L'ultimo libro del grande scrittore francese non ha, probabilmente, la forza travolgente e visionaria del precedente La possibilità di un'isola, e magari neppure la desolante disamina sui valori occidentali di Piattaforma, ma contiene senza dubbio i temi portanti dell'opera di Houellebecq, proseguendo un percorso che i più attenti hanno riconosciuto immediatamente. In questo libro, infatti, a differenza dei precedenti, è quasi completamente assente il sesso, quasi a significare la progressiva perdita di importanza dello stesso. Nello stesso momento, lo scrittore adotta una forma molto più sottile per ironizzare su molti temi, introducendo il personaggio di se stesso, ed estremizzandone i difetti che la stampa gli ha fin'ora attribuito, e parodiando il genere noir nella parte finale del libro.
Non rinuncia alle iperboli futuristiche (l'esilio volontario di Jed, e la presa di coscienza del cambiamento totale dei residenti delle campagne francese dopo alcuni anni di isolamento), dissemina riflessioni profonde e sferzanti alla nostra società, diverte e, al tempo stesso, conserva quell'amarezza asciutta di fondo che caratterizza da sempre il suo sguardo nitido sul nostro mondo.
Scorrevole e relativamente semplice come sempre, riesce a far empatizzare il lettore col protagonista, seppure sia un individuo quanto più distante possibile dal lettore medio, e conferma l'enormità di uno dei più grandi scrittori viventi.