No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20160221

Siamo quello che siamo

Somos lo que hay - di Jorge Michel Grau (2010)
Giudizio sintetico: da vedere (3,5/5)

Città del Messico; un uomo muore per strada, davanti ad un centro commerciale. Lascia una moglie e tre figli da mantenere: lui faceva l'orologiaio, aggiustando e rivendendo orologi al mercatino locale, ed era l'unica fonte di sostentamento della famiglia. I due figli maschi, Alfredo e Julián, non vedendo il padre, vengono mandati dalla madre a presidiare il banco del padre al mercato. Julián è l'attaccabrighe dei due, pur essendo il più giovane, e litiga con un cliente che sostiene di aver già pagato un lavoro che è ormai in ritardo. La litigata solleva l'attenzione della gestrice del mercato, che intima ai ragazzi di lasciare il banco: anche l'affitto è in arretrato di settimane. Tornando a casa, i due trovano la sorella Sabina che, scioccata, li avvisa che il padre è morto. La madre Patricia si rinchiude nella sua camera. I ragazzi si chiedono chi li sfamerà. Soprattutto, chi provvederà ai cadaveri. La famiglia, infatti, è dedita a rituali cannibali.
All'obitorio, Tito, il medico legale, mostra ad Octavio e Owen, i due detective incaricati del caso, un dito. E' stato rinvenuto nello stomaco dell'uomo ritrovato morto per strada, davanti al centro commerciale. Octavio e Owen, inizialmente restii ad affrontare il caso seriamente, pensando alla fama e ai soldi che ne deriveranno, si impegnano sempre di più, senza richiedere rinforzi o aiuti.

Affascinante debutto del regista messicano, talmente affascinante che già tre anni dopo ne è stato già fatto un remake statunitense. Rarefatto e al tempo stesso denso, fatto di dinamiche lente, dialoghi gravi, alternarsi di momenti luminosi ad altri molto, molto scuri, allegoria di una società corrotta e intriso di sottotesti, recitato molto bene da un cast naturalmente non troppo conosciuto, almeno da noi.
Daniel Giménez Cacho è Tito il medico legale, e l'abbiamo visto in vari film (Nicotina, La mala educación, El coronel no tiene quien le escriba, La zona, Blancanieves, Voces innocentes/I figli della guerra). Paulina Gaitan (anche cantante) è Sabina; attrice che già qualche anno fa avevo suggerito di tenere d'occhio dopo Sin nombre di Fukunaga, poi ultimamente in Narcos come Tata Escobar, scopro solo adesso che aveva fatto il suo debutto proprio in Voces innocentes. Molto brava anche qui.
Bravi anche Carmen Beato (Patricia), Francisco Barreiro (Alfredo), e Alan Chávez (Julián); quest'ultimo, pensate, è morto prima dell'uscita del film, a 18 anni, per un proiettile al cuore sparato probabilmente dalla polizia (intervenuta per sedare una battaglia urbana tra due bande contrapposte, scoppiata durante una festa nel quartiere di Coyoacán, Città del Messico). Aveva debuttato anche lui con Voces innocentes, era in La zona e anche in Desierto adentro, entrambi di Rodrigo Pla.

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