No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20140205

La congrega

American Horror Story / Coven - di Ryan Murphy e Brad Falchuck - Stagione 3 (13 episodi; FX) - 2013/2014

New Orleans, 1834. Madame Delphine LaLaurie sta dando una sfavillante festa nei suoi palazzi; uno degli obiettivi sembra essere trovare dei fidanzati per le sue tre figlie. Ma madame è qualcosa in più che una ricca signora annoiata, preoccupata per il destino amoroso delle figlie: il suo rituale serale, prima di coricarsi, consiste nel lavarsi il viso col sangue raccolto dal pancreas dei suoi schiavi neri. Quella sera però, un fatto sconvolge quel rituale: la figlia più giovane ha fatto sesso con uno di questi schiavi, Bastien. Bastien si difende dicendo che è stato obbligato, che ama un'altra, ma Delphine, furiosa, ha in serbo una punizione esemplare: lo porta nella soffitta, che è divenuta una camera delle torture, gli cuce la bocca e gli piazza sul capo una testa mozzata di toro. Ma, scopriamo, Bastien è l'amante della potente sacerdotessa voodoo Marie Laveau, che escogita una tremenda vendetta.
Lontano da New Orleans e più vicino a Salem, la giovane Zoe sta per fare sesso col fidanzato Charlie. Lei è vergine, ma è decisa. Quando lo fanno, Charlie comincia a sanguinare, e muore di un apparente aneurisma. Zoe è devastata, ma la madre le spiega che evidentemente, ha ereditato la vagina dentata dalla bisnonna, una strega di Salem. Rimediando ad un errore di valutazione, i genitori mandano Zoe a New Orleans, luogo dove quasi tutte le streghe sono emigrate ai tempi di Salem per sfuggire alle persecuzioni. Zoe arriva quindi alla scuola per ragazze di Miss Robichaux, null'altro che una congrega di streghe apprendiste, dove la accoglie Myrtle Snow, membro del consiglio, incontra altre tre ragazze con poteri magici, Nan, Queenie e Madison, la Suprema Fiona Goode, e sua figlia, la preside della scuola, Cordelia Foxx.

La terza stagione di American Horror Story, sotto-intitolata Coven, conserva gli stessi pregi e gli stessi difetti delle precedenti, pur cambiando il soggetto e mantenendo una parte di cast, come sapevamo, ma allargandolo con presenze a dir poco eccezionali. Premesse esplosive, regie sempre più pirotecniche (secondo me da tenere d'occhio Alfonso Gomez-Rejon, regista di 6 dei 13 episodi, e che esordirà al cinema in questo 2014 in un progetto prodotto dallo stesso Ryan Murphy), ma risultato a mio giudizio abbastanza deludente. Ho guardato la stagione sempre con molto interesse, apprezzando oltre alle cose citate poc'anzi anche molte prove recitative, ma rendendomi conto che la storia promette molto di più di quello che mantiene, limitando inoltre molte prove attoriali per il minutaggio compresso a causa della presenza di un numero pressoché infinito di caratteri.
Il cast si divide in presenze che hanno timbrato il cartellino in tutte e tre le stagioni, e new entry. Tra le prime citiamo: Sarah Paulson (Cordelia), senza infamia e senza lode, recita soprattutto tumefatta e mutilata (bel trucco), Taissa Farmiga (Zoe), per lei poco spazio, Frances Conroy (Myrtle), scoppiettante, Evan Peters (Kyle), stavolta monoespressivo, Lily Rabe (Misty), anche per lei poco spazio e un character come la stagione, promettente ma sfruttato male, Jessica Lange (Fiona), sempre più inarrivabile. 
Tra le seconde, c'era di che leccarsi i baffi: Denis O'Hare (Spalding), eccezionale come sempre, Kathy Bates (Delphine LaLaurie), sempre brava ma, anche qui, c'era da attendersi di più, Angela Bassett (Marie Laveau), sarò innamorato ma mi pare ogni volta un'attrice che ipnotizza lo spettatore, Gabourey Sibide (Queenie), Danny Huston (The Axeman), sofisticato.
Torna Jamie Brewer (Nan), spassoso Lance Reddick (Oz, The Wire) nei panni di Papa Legba, cameo di Stevie Nicks nei panni di se stessa.
Attendiamo adesso la quarta stagione, che, dai rumors, potrebbe essere ambientata nuovamente a New Orleans o a Santa Fe, nel 1950, e nella quale Jessica Lange reciterà con accento tedesco. Torneranno la Bassett e la Bates, Murphy ha chiesto di tornare a Paulson (che sembra aver confermato la sua presenza), Evans, Conroy e a Patty LuPone (nella stagione 3 era Joan Ramsey, la vicina di casa della congrega), e ha segnalato come esempio di attori che vorrebbe "ingaggiare" per la nuova stagione Finn Wittrock (lo abbiamo visto in Masters of Sex nei panni di Dale, il gigolò gay). Rimango fiducioso, conscio che con uno show sopra le righe come American Horror Story il rischio di rimanere delusi è dietro l'angolo, lo salva l'affastellarsi di attori, attrici, fuochi d'artificio, trovate registiche, uno stile visivo da fare invidia, ma comunque una serie da tenere d'occhio perché potrebbero sempre scapparci cose mai viste.

Nessun commento: