No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20140220

Up in the air

Foto scattata da Alessio col mio telefonino. Inutile dirvi dove siamo.

Come George Clooney. Si fa per dire. Non ci crederete, ma l'articolone su O'Leary è capitato a puntino ma non era, come dire, "studiato"; eppure, in questi ultimi 11 giorni ho preso 6 dico sei voli Ryanair. Ieri, al sesto, ci son rimasto un po' male vedendo che non mi stavano premiando.
E non è stata la sola cosa da sottolineare di questa settimana e mezzo. Ma, come si dice, andiamo con ordine, con questa introduzione, che poi entrerò nel dettaglio e vi racconterò pezzettino per pezzettino.
Un paio di mesi fa, dopo aver deciso di andare dagli amici oceanografi a Southampton, mi son detto: dai, a 'sto giro me ne vado alla scoperta di Siviglia, che erano un po' di anni che ci pensavo. Febbraio, bassissima stagione, magari trovo tempo discreto, voli a prezzi ridicoli, ci studio un po', vedo quel che c'è da vedere, mi trovo un hotel centralissimo a prezzi abbordabili, e prenoto. Dal sabato al martedì. Si sapeva già che mio padre avrebbe dovuto operarsi di lì a poco, prima di Natale sembrava che la cosa fosse imminente, quindi per febbraio inoltrato la cosa avrebbe dovuto essere già rientrata abbondantemente.
Poi ho ricominciato a parlare con mia sorella, mio cognato e mio nipote dell'acquario di Valencia. L'idea era di lasciare questa idea per il mese di marzo. Alessio, mio nipote, non è mai stato più di una notte lontano dai suoi, e men che mai su un aereo. Quindi, si trattava di un'opera di convincimento importante.
Poi, in un attimo, Alessio si decide, e comincia ad insistere per andare prima possibile, in febbraio. Mentre mia sorella mi indica l'unico fine settimana papabile (in tutti gli altri Alessio ha impegni sportivi, che non ve l'avevo detto, ma sembra sia un campioncino di karate, si è recentemente piazzato secondo ai nazionali di katà della sua categoria, acquisendo il diritto di andare a gareggiare all'estero, prossimamente), a lavoro esce fuori un impegno fuori confine. Con un'opera di cesello, riesco a far combaciare tutte le tessere del puzzle. Il programmino che ne esce è il seguente: da sabato 8 a martedì 11 febbraio a Valencia col nipote, da giovedì 13 a venerdì 14 in Germania per lavoro, dal sabato 15 al martedì 18 a Sevilla (mi perdonerete ma continuare a scrivere Siviglia violenta la mia seconda lingua). Sarà dura, ma ci si prova. Venerdì 7, mentre vado a trovare mia sorella sul lavoro per le ultime chiacchiere, ecco la ciliegina: hanno chiamato mio padre, si ricovera lunedì 10 e probabilmente lo operano il giorno seguente, e dovrà rimanere in ospedale almeno una settimana.
Naturalmente, mia sorella mi impedisce anche solo di pensare a rinunciare a Valencia, e mio padre addirittura non vorrebbe nemmeno farmi sapere del suo ricovero.
Vabè, a sto punto molti penseranno che, dato che ho fatto le tre "gite" di cui sopra, son proprio un figlio disamorato. Vedetela un po' come vi pare.
Mio padre si sta riprendendo (non è stata una passeggiata, è stato comunque un intervento al cuore), mio nipote si è divertito, e tutto è andato per il meglio.
Adesso è molto tardi, ma spero di riuscire a cominciare a raccontarvi qualcosa già domani.
Alessio poco prima dell'imbarco sul volo di ritorno: la cresta stava andando alla deriva

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