No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20160822

Il fiume

The River - Bruce Springsteen (1980)

Premessa
Come avrete notato, spesso cito gli "amici musicali", conosciuti appunto tramite passioni musicali comuni; tra questi, Monty, che come Iacopino, ha una passione smisurata per Bruce Frederick Joseph Springsteen, detto The Boss. Tempo fa, scherzando (come quando io lo definii "uno che ascolta musica di merda, ma lo fa con mirabile convinzione" o qualcosa del genere), dichiarò che "aspettava una mia recensione sul Boss, dopo di che, poteva poi morire felice. Ho deciso quindi di portarmi avanti, e di accontentarlo (sulla rece). In realtà, da appassionato vero di tutta la musica, non ho mai sposato la venerazione verso Bruce, ma pur non avendo mai seriamente ascoltato un suo disco, ho avuto modo, nel corso degli anni, di apprezzare molte sue canzoni. Questo ascolto abbastanza approfondito, quindi, serve a me prima di tutto, per cominciare ad aprire orizzonti inesplorati.
Svolgimento
Il quinto disco di Springsteen, uscito nel 1980, segue due già grandi successi, Born to Run (1975) e Darkness on the Edge of Town (1978). Questo "credito", probabilmente, gli permette di osare un doppio disco (quasi 83 minuti di musica per 20 canzoni). Evidentemente in stato di grazia, il disco è costellato di pezzi memorabili, che dimostrano, se ancora ce ne fosse stato bisogno, il segreto del successo planetario dell'ex ragazzo del New Jersey: pezzi robusti ma orecchiabili e mai troppo pesanti a livello di suono, che pescano a piene mani dalla tradizione statunitense (country, folk, americana, rock 'n' roll e un pizzico di blues), e testi che, anche nei pezzi apparentemente meno impegnati, rivelano sempre un'attenzione speciale alla working class. Lui stesso, in un'intervista, disse che "la mia musica ha sempre voluto misurare la distanza tra la realtà e il sogno americano". La canzone che dà il titolo all'album ne è un semplice ma mirabile esempio, e mi ha sempre affascinato ancor prima di essere in grado di comprenderne il testo.
Come dicevo, pezzi memorabili. Non sono necessariamente quelli che osannano i fan, o quelli che l'artista non omette mai dalle scalette, ma di certo quelli che ascolto molto molto volentieri: Sherry Darling, Two Hearts (forse la mia preferita, perfetto esempio di come le tastiere possano essere glam e rock allo stesso tempo, e anche il rock non hard possa affascinare), Independence Day, Out in the Street, Crush On You, la già citata The River, Point Blank, Cadillac Ranch, Stolen Car, Drive All Night, giusto per non citarle proprio tutte.
Qualcuno ha definito The River una pietra miliare. E' probabile sia nel giusto.



Premise
As you may have noticed, I often quote the "musical friends", known precisely through common musical passion; among these, Monty, who as Iacopino, has a huge passion for Bruce Frederick Joseph Springsteen, aka The Boss. Some time ago, joking (as when I defined him "one who listens to shitty music, but does so with admirable conviction" or something like that), declared that "waiting for your review on The Boss, after which I could then die happy". I decided then to take the bet, and to satisfy him (about the review). In fact, as a true lover of all kind of music, I never married the veneration of Bruce, but despite having never seriously listened to his record, I got to, over the years, to appreciate many of his songs. This quite thorough listening, then, serves to me first of all, to begin to open unexplored horizons.
Execution
The fifth Springsteen album, released in 1980, follows two already big hits, "Born to Run" (1975) and "Darkness on the Edge of Town" (1978). This "credit" probably allows him to dare a double album (nearly 83 minutes of music for 20 songs). Evidently in a state of grace, the album is full of memorable tracks that prove, if proof were still needed, the secret of global success of former New Jersey boy, sturdy pieces but catchy and not too heavy in sound, that takes with both hands by the US tradition (country, folk, americana, rock 'n' roll and a pinch of blues), and lyrics that, even in the seemingly less committed tracks, always reveal a special attention to the working class. He himself, in an interview, said that "my music has always wanted to measure the distance between reality and the American dream". The title track it is a simple but wonderful example, and has always fascinated me even before being able to understand the lyrics.
As I said, memorable pieces. They are not necessarily those hailed by the fan, or those that the artist never omit from the set list, but certainly those who I listen very willingly: "Sherry Darling", "Two Hearts" (perhaps my favorite, a perfect example of how the keyboards can be glam and rock at the same time, and also the not-so-hard rock can fascinate), "Independence Day", "Out in the Street", "Crush on You", the aforementioned "The River", "Point Blank", "Cadillac Ranch", "Stolen Car", "Drive All Night", just to not quote them all.
Some have called "The River" a milestone. And he likely was right.

3 commenti:

monty ha detto...

Niente da dire sulla recensione, mi restano giusto un paio di curiosità. L'ascolto è terminato con la scrittura del post o è continuato? Che mi dici delle ultime sei tracce, che, a parte Ramrod, sono i pezzi più cupi, quasi già orientati verso il mood spettrale dell'album successivo, Nebraska?

jumbolo ha detto...

Il disco è bello, dopo esserci entrato ho tirato in avanti la rece per riascoltarlo ancora. Adesso "devo" passare ad altro.
In effetti, vedi, la cosa del "passaggio" verso Nebraska non la sapevo, ma quadra. Mi piacciono, forse di più dei pezzi "tirati". Quindi, via con Nebraska!

monty ha detto...

Bella lì :)