No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20160826

Iron Moon

Chelsea Wolfe, Passed, Hate and Merda, Mars Era, domenica 14 agosto 2016, Castellina Marittima, Musica W

Seconda sera di seguito, e per fortuna sono giorni festivi. Sono in compagnia e mi perdo completamente i Mars Era, metal fiorentino ben suonato ed energico, e mi posiziono, insieme agli amici, in una posizione pericolosissima, che però ci regala una bella vista sul palco. La seconda band in scaletta arriva ancora da Firenze, e lascia sicuramente il segno. Sono gli Hate & Merda (scelta ironica che scimmiotta una famosa catena di negozi di abbigliamento), un duo chitarra e batteria che parte dallo sludge metal, lo incastra con l'industrial, e usa una voce hardcore punk. I due, che si chiamano Unnecessary1 e 2, suonano con una calza nera a coprire il volto, i testi sono in italiano e vomitano (appunto) odio random. Proposta interessante, seppure un pochino stancante alla lunga. Mai quanto il seguente act, Passed, una one man band di elettronica mista a tribalismo, che spacca veramente i cosiddetti, soprattutto perché l'attesa si fa sentire.
Ecco finalmente Chelsea Wolfe e la sua band. Prima di tutto, lei me l'aspettavo più esile, invece è una ragazzona imponente, che però sul palco tutto sommato rimane timida, e non proferisce parola al di fuori dei testi. La band, con mia sorpresa (ma probabilmente non ero abbastanza preparato, seppure abbia ascoltato i suoi lavori), pesta davvero sodo, e rimango colpito, come sempre essendo il mio ex strumento, dalla batterista, che mi pare di aver capito si chiami Jess Gowrie, e potrebbe essere (stando a questa intervista), la persona che ha "introdotto" la Wolfe al metal. Ecco, il live act di stasera è molto molto vicino al metal, e la splendida voce di Chelsea (che oltre a tutte quelle che avrete letto e sentito citare per descriverla, a me in alcuni passaggi ha ricordato quella di Julianne Regan degli All About Eve) esalta il contrasto tra bellezza cristallina e ruvidezza. Apre Carrion Flowers, e mentre soprattutto il bassista/tastierista si danna l'anima sul palco, la ragazza di Sacramento sciorina, con calma olimpica, buona parte dei suoi cavalli di battaglia (After the Fall, Tracks (Tall Bodies), Moses, Feral Love, House of Metal, Iron Moon), e dopo circa un'ora concede anche due encore, Color of Blood e la marziale Pale On Pale.
Concerto meritevole, che conferma la validità di questa artista.


After three italian band, Mars Era, metal, Hate & Merda, sludge-core, and Passed, tribal electronic, here she is, finally, Chelsea Wolfe and her band. First of all, I expected her slimmer, but it's an impressive big girl; on stage, after all, she remains shy and does not say a word to the outside of the lyrics. The band, to my surprise (but probably I was not quite prepared, though I've had listened to her works), really pounding hard, and I'm struck, as always being my former instrument, the drummer, who I think I have figured out she is called Jess Gowrie, and could be (according to this interview), the person who "introduced" Wolfe to the metal. Here, the live act tonight is very very close to the metal, and Chelsea with her wonderful voice (which in addition to all those who you can have read and heard mention to describe it, to me, in some passages recalled that of Julianne Regan of All About Eve) enhances the contrast between crystal beauty and heavy roughness. Opens "Carrion Flowers", and while especially bassist / keyboardist is damning his soul on stage, the Sacramento's girl, with Olympian calm, sang most of her "strong points" ["After the Fall", "Tracks (Tall Bodies)", "Moses", "Feral Love", "House of Metal", "Iron Moon"], and after about an hour also grants two encore, "Color of Blood" and the martial "Pale On Pale".
Worthy concert, which confirms the validity of this female artist.

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