Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)
Un militante rivoluzionario, un delinquente, uno scrittore underground, il maggiordomo di un milionario a Manhattan. Ma anche un poeta con il coltello a serramanico, un amante delle belle donne, un guerrafondaio, un agitatore politico e un romanziere che ha scritto della propria grandezza. La storia della vita di Eduard Limonov è un viaggio attraverso la Russia, l'America e l'Europa nella seconda metà del XX secolo. (Wikipedia)
Tratto dal libro Limonov di Emmanuel Carrère, del 2011, diretto dall'ottimo regista russo del quale mi era piaciuto Tchaikovsky's Wife, rispetto al quale qui adotta tutt'altro timbro dimostrando di essere molto eclettico, e sorretto con maestria da un Ben Whishaw che secondo me è ancora troppo sottovalutato, questo film racconta la storia romanzata di un personaggio senza dubbio costantemente sopra le righe, e nonostante abbia una durata importante (circa 20 minuti oltre le due ore), non affatica affatto lo spettatore, quasi sovrastato dal turbinio di vite vissute dal protagonista.
Based on the 2011 book Limonov by Emmanuel Carrère, directed by the excellent Russian director whose Tchaikovsky's Wife I had enjoyed, here he adopts a completely different tone, proving to be very eclectic, and masterfully supported by a Ben Whishaw who in my opinion is still too underrated, this film tells the fictionalized story of a character who is undoubtedly constantly over the top, and despite its considerable running time (about 20 minutes over two hours), it does not tire the viewer at all, almost overwhelmed by the whirlwind of lives lived by the protagonist.

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