No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20131212

messe

Messe I.X -VI.X - Ulver (2013)

Ho conosciuto gli Ulver pochi anni fa, e ne ho condiviso con voi le prime impressioni. A costo di essere ripetitivo, i primi pensieri, di fronte a questa loro nuova opera (è proprio il caso di usare questo termine), sono ancora gli stessi: peccato non averli seguiti sin dagli inizi, la band continua a stupire, e chissà cosa dobbiamo aspettarci per il prossimo disco.
Suonato insieme alla Tromso Chamber Orchestra (immagino sappiate dov'è Tromso), Messe I.X - VI.X segna un ennesimo, ulteriore, stupefacente paletto nel cammino dei lupi norvegesi. Un disco che fonde musica classica, ambient e sperimentale, con risultati sorprendenti ed estremamente soddisfacenti per l'ascoltatore più open minded, e alla ricerca di innovazione e coraggio musicale.
I più bravi ed informati dicono che gli Ulver stessi hanno apertamente dichiarato le loro influenze per questo genere di operazione: Gorécki, Mahler, Holst, John Carpenter, Terry Riley e molta musica sperimentale di quel genere, e, dal punto di vista diciamo teorico/lirico, Juan de Yepes Alvarez (San Giovanni della Croce), omaggiato anche esplicitamente con il titolo Noche oscura del alma.
Non mi perdo in altre chiacchiere. Più o meno credo abbiate capito di cosa stiamo parlando. Se non avete paura del buio, delle atmosfere "particolari", di allargare i vostri orizzonti musicali e sensoriali, questo disco degli Ulver vi sta aspettando per mettervi alla prova. E ricordatevi che, mentre voi rimarrete sorpresi (positivamente o negativamente, è una roba soggettiva) dall'ascolto, loro staranno già pensando ad altro.

1 commento:

Filo ha detto...

Adesso so dov'è Tromsø.