No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence.

20230516

La fuga

The Getaway - Di Sam Peckinpah (1972)
Giudizio sintetico: si può vedere (3/5)


A quattro anni dalla sua condanna a dieci anni per rapina a mano armata, a Carter "Doc" McCoy viene negata la libertà condizionale da una prigione del Texas. Quando sua moglie Carol gli fa visita, le dice di fare tutto il necessario per fare un accordo con Jack Beynon, un uomo d'affari corrotto a San Antonio, per liberarlo. Beynon usa la sua influenza e ottiene la libertà condizionale di Doc a condizione che pianifichi e prenda parte a una rapina in banca con due dei suoi scagnozzi, Rudy Butler e Frank Jackson. La rapina inizialmente va come previsto, finché Frank non uccide una guardia di sicurezza. Rudy quindi tenta un doppio gioco, sparando a Frank all'inguine mentre si allontanano e buttandolo fuori dalla loro macchina in movimento, uccidendolo. Nel luogo d'incontro designato, Rudy cerca di fregare Doc, ma Doc lo anticipa e gli spara diverse volte. Doc e Carol prendono i 500.000 dollari (equivalenti a 3,2 milioni nel 2021) e se ne vanno. Rudy, avendo segretamente indossato un giubbotto antiproiettile, è solo ferito.

Film voluto da Steve McQueen (Doc), che convinse David Foster a divenire produttore e che, pur di ritagliarsi un ruolo da good/bad guy non ricevette salario iniziale ma una percentuale sugli incassi (e i cosiddetti final cut privileges, cosa che fece infuriare il regista finale), e che inizialmente doveva essere diretto da Peter Bogdanovich, finì nelle mani di Peckinpah perché McQueen si era divertito a girare con lui il precedente Junior Bonner. Tutto questo per dire che a dispetto del successo al botteghino, risulta essere uno dei film meno interessanti nella filmografia di Peckinpah stesso, leggermente senza grande senso, ma girato superbamente.

Film desired by Steve McQueen (Doc), who convinced David Foster to become producer and who, in order to carve out a role as a good/bad guy, did not receive an initial salary but a percentage of the takings (and the so-called final cut privileges, which infuriated the final director), and which was initially to be directed by Peter Bogdanovich, ended up in the hands of Peckinpah because McQueen had enjoyed shooting the previous Junior Bonner with him. All of this is to say that despite its box office success, it turns out to be one of the least interesting films in Peckinpah's own filmography, slightly nonsensical, but superbly shot.

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