Giudizio sintetico: si può vedere ma anche no (2,5/5)
Amy Winehouse cresce in una famiglia ebrea, con il padre Mitch e la nonna Cynthia che condividono entrambi la passione per la musica e il canto. Tyler, un amico di Amy, consegna al suo manager Nick una demo di un suo disco e lui rimane colpito dal suo talento. Firma quindi un contratto con la Island Records e pubblica il suo album di debutto, Frank (2003). Dopo aver ottenuto un successo di critica e pubblico, la sua etichetta discografica le suggerisce di apportare alcune modifiche al suo repertorio prima di pubblicare Frank negli Stati Uniti, ma Amy non è assolutamente d'accordo. Annuncia di aver bisogno di una pausa per "vivere le sue canzoni", e poi incontra Blake Fielder-Civil in un pub di Camden Town, dove si innamorano. La loro relazione è presto turbata dalla dipendenza da cocaina di Blake, così come dall'alcolismo e dalla bulimia di Amy. Dopo aver sperimentato il comportamento irritabile di Amy, Blake le dice che starebbero meglio essendo solo amici, mentre progetta di riconciliarsi con la sua ex fidanzata Becky, lasciando Amy con il cuore spezzato. Prima di partire per New York, scopre che sua nonna ha un cancro ai polmoni terminale. Dopo un periodo difficile in cui tutti questi eventi traumatici si sono verificati contemporaneamente, trova l'ispirazione per scrivere il suo secondo album, Back to Black (2006), che diventa un successo mondiale.
Manca decisamente qualcosa a questo film biografico, su una figura decisamente importante dell'RNB moderno, purtroppo scomparsa troppo presto; manca, nonostante la musica, non solo della protagonista (il resto della colonna sonora è composta dall'ormai cementato duo Cave/Ellis), e nonostante l'impegno visibile di Marisa Abela, che ci aveva già dimostrato di essere estremamente capace in Industry, per entrare nei panni di una figura così tormentata. E' inutile che vi dettagli i motivi per i quali penso non sia abbastanza incisivo: lo capirete vedendolo, se non l'avete già fatto.
Something is definitely missing from this biopic, about a truly pivotal figure in modern R&B, who sadly passed away too soon. It's missing, despite the music, not only the one of protagonist (the rest of the soundtrack is composed by the now established duo Cave/Ellis), but also the visible commitment of Marisa Abela, who had already shown us her exceptional ability in Industry, to enter the shoes of such a tormented figure. There's no need to detail the reasons why I think it's not effective enough: you'll understand once you see it, if you haven't already.
