No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20140309

millions of millions

Milioni di milioni - di Marco Malvaldi (2012)

Montesodi Marittimo (attenzione: il risvolto di copertina sottolinea come sia "un paesino toscano di una certa altitudine, nonostante il nome"; prima di tutto, è un paesino fittizio; in seconda battuta, la sottolineatura è necessaria, ma vagamente erronea, seppur comprensibile. Anche io sono nato e abito tutt'ora in toscana, in un comune ove il capoluogo porta il suffisso "marittimo" e non è sul mare; deriva dai nomi romani dei luoghi, che non erano legati alla vicinanza con il mare, bensì alla Maremma - in latino Maritima -, e fino all'età adulta anch'io ero convinto che il "marittimo" volesse dire "vicino al mare", e che magari, pur essendo sulla collina, un tempo fosse stato vicino al mare) è un paesino toscano particolare: gli abitanti sembrano essere tutti in possesso di una forza straordinaria. Come a dimostrarlo, ogni anno in paese si svolge la Festa della Panca, dove i partecipanti mostrano forza e resistenza sovrumane (e la cui origine, della festa dico, vi farà letteralmente schiantare dal ridere quando vi sarà svelata dall'autore). Una Università lì vicina decide di effettuare uno studio, e invia in paese un genetista, Piergiorgio Pazzi, e una filologa archivista, Margherita Castelli. A parte la cotta che il Pazzi si prende da subito per la Castelli, le indagini proseguono svelando verità sottaciute per anni, finché una mattina, dopo una tremenda nevicata che ha isolato il paese, tagliandolo pure a metà, Piergiorgio si alza e trova la padrona della casa nella quale è ospitato, Annamaria Zerbi Palla, ex maestra di tutto il paese, priva di vita. Apparentemente il suo cuore, già indebolito e a rischio, ha ceduto; ma mentre il maresciallo del luogo sta facendo la constatazione di morte, alla presenza del sindaco, Piergiorgio fa notare che segni evidenti denotano che la morte non è stata naturale. Dopo poco tempo, il maresciallo fa notare al Pazzi che in paese, tutti hanno un alibi tranne lui. Comincia un'indagine parallela, da parte di Piergiorgio, che riceverà un valido aiuto proprio da Margherita.

Segnalatomi, come vi dissi in occasione della recensione di Odore di chiuso, da un amico/collega nonché lettore del blog, continuo a non aver letto la tetralogia del BarLume, cosa che prima o poi dovrò fare, ma le cose del Malvaldi mi piacciono parecchio. Mi domando spesso, mentre leggo le sue cose, se l'ambientazione e i caratteri dei personaggi possano essere compresi appieno al di fuori delle nostre zone, e lo auguro sia all'autore che ai lettori, perché le storie, i personaggi, i luoghi inventati ma paradossalmente veritieri, le battute salaci e gli scambi fitti, sono davvero spassosi. E' vero anche che Malvaldi riesce ad inventarsi, in questo caso specifico, un bello spunto (il "paese più forte d'Europa"), e, come accennato, tra l'altro lo "racconta" magnificamente (la spiegazione della nascita della Festa della Panca è sublime); poi, quando passa alla parte gialla del libro, ve lo dice uno che non si considera affatto un esperto del genere, riesce a rimanere leggero e al tempo stesso piuttosto convincente, non rinunciando mai al tono ironico e dissacrante.
Che aggiungere: neppure duecento pagine, lettura veloce, divertimento assicurato. Come detto, da riprovare.

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