No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20140313

progetto bianco

Blank Project - Neneh Cherry (2014)

Insomma, nonostante fossi tra quelli che hanno sempre creduto in lei, provando un rispetto che sfiorava l'idolatria, sono rimasto stupito perfino io da questa monumentale rentrée di Neneh Cherry. Guardando il quadro complessivo, the big picture (un'espressione, credo statunitense, che mi piace moltissimo), considerando che l'ultimo disco era del 1996 (Man), e quindi non considerando i due dischi con i CirKus (Laylow e Medicine, 2006 e 2009), un rientro dopo 16 anni con una roba quale The Cherry Thing nel 2012, e adesso, dopo 18, questo Blank Project, finalmente il quarto disco con il monicker Neneh Cherry, è davvero più di quanto mi aspettassi, e badate che avevo aspettative piuttosto alte.
Dopo aver sbaragliato la concorrenza, se ce ne fosse una per la ormai cinquantenne (il 10 marzo li ha compiuti) di Stoccolma, con un disco che ebbi a definire "asimmetrico", eccola che torna in proprio e mescola tutte le esperienze passate, comprese quelle iniziali pre-Raw Like Sushi (Rip Rig + Panic soprattutto) fino appunto alla precedente con i The Thing, le proietta nel futuro con un occhio al trip hop, uno alla drum'n'bass, un orecchio al punk e uno al jazz, e tira fuori dal cilindro un disco di un livello tale che, ve lo dico a marzo, sarà davvero difficile da battere in questo anno solare, mettetevi il cuore in pace tutti voi che pensate "bah, che sarà mai", e poi vi ritroverete a chiedere umilmente perdono dopo averlo ascoltato ed esserne rimasti sbigottiti-barra-folgorati.
Registrato a Londra in soli 5 giorni, segno evidente che era già tutto chiaro ma pure che aveva trovato i collaboratori giusti, i RocketNumberNine (synth e drumming), Four Tet come produttore, la connazionale Robyn a duettare con lei per Out of the Black; Blank Project è un disco veramente incasellabile, indefinibile, coraggioso, ribelle, elettronico ma rock, jazz ma dance, duro, durissimo, poco orecchiabile inizialmente, oserei dire più che asimmetrico. Avvolgente e affascinante, un pezzo è migliore dell'altro, fateci caso: non ci sono riempitivi, non c'è niente da scartare, da skippare, da togliere dalla tracklist quando vi fate la copia per ascoltarlo in macchina anche se ascoltarlo in macchina non avrebbe senso alcuno. Blank Project è, dopo tanto tempo e finalmente, un disco che richiede pazienza, devozione, attenzione, concentrazione assoluta, ma che vi ripagherà con gli interessi.
Neneh Cherry è tornata, signore e signori, e come si dice dalle mie parti, non ce n'è pane secco, agli altri nemmeno le briciole. Giù il cappello.

1 commento:

Filo ha detto...

Bellissima "weightless". Ipnotica.
Una delle mie preferite dell'album.