No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20140305

Sevilla - Febbraio 2014 (6)

Non vi aspettate rivelazioni mistiche o verità assolute; ma una di quelle cose che ti rimangono a futura memoria, un po' come quando a Zagabria, cercando di fare colazione, in una pasticceria indicai un dolce, e la commessa, con un inglese più zoppicante del mio, mi fece capire che non essendo fresco, mi consigliava un altro dolce, indicandomelo.
Lasciatemi, prima di andare al punto, dire qualche altra amenità che ho notato. La crisi si nota naturalmente anche qui: nonostante la moltissima gente "ricambiata" in giro per strada durante il fine settimana e i locali pieni, in giro si vedono diverse persone che dormono per strada. Detto questo, però, ecco quello che mi accade alla Sureña: fuori c'è un bel sole, sono tipo le tre del pomeriggio, tutti i tavoli pieni (è domenica), mi siedo all'interno. Capisco che non è previsto il servizio al tavolo, e mi avvicino alla cassa. E' una sorta di fast food (piatti fissi, scelta minima, prezzi molto bassi), ma con carne e pesce in piatti tipici. Prendo dei gamberoni, delle patate e una caña (una birra piccola). Pago, mi danno lo scontrino, e mi dicono che tra tot minuti posso andare a ritirare il tutto 4 metri più in là, davanti alla cucina. Mi siedo e mi guardo intorno. C'è una cameriera molto carina e un cameriere che sembra Bobo Rondelli. Quando scadono i minuti, mi presento davanti alla cucina. Due ragazze al lavoro. Mi danno le patate e mi dicono che per las langostinas rayadas c'è stato un piccolo problema, e dovrò aspettare qualche minuto in più. Non ho la minima fretta, mi metto al tavolo e mi mangio metà delle patate, bevendoci la birretta. Sto per finire la birra, qualche occhiata alle ragazze della cucina mi dicono che non sono ancora pronti. Torno alla cassa per ordinare un'altra birretta e un caffè, che poi prenderò dopo. Mi danno la birra, mi fanno lo scontrino, e mi dicono che non devo pagare nulla perché questo è il loro modo di scusarsi per avermi fatto attendere più del dovuto. Sono spiazzato. Ringrazio sbalordito. Dopo qualche altro minuto ecco i gamberoni. Sono appena scottati e con del sale grosso. Sono buonissimi, meritano una foto. Spolvero tutto, riporto piatti e bicchieri e gli addetti mi guardano stupiti, chiedo il caffè, lo bevo, insisto per pagare ma rifiutano, e allora dico che ci rivediamo il giorno seguente. Saluto le ragazze della cucina dicendo loro che è valso la pena aspettare.

Non sono ancora le 16. Sono vicino alla Torre del Oro, a stomaco pieno, ho visto già quasi tutto quello che c'era da vedere, sai cosa c'è? Mi faccio la crocerina panoramica sul fiume. E così sia. 15 euro e m'imbarco. Poca gente, un bel sole, mi crogiolo al suo tepore e mi lascio trasportare. Si parte diretti verso sud, lasciandoci la Torre sulla sinistra e avendo il barrio di Triana sulla destra, ed il primo ponte al quale passiamo di sotto è quello di San Telmo. Avanzando verso il Parque de Maria Luisa, che vediamo sulla sinistra, ecco il Puente de Los Remedios, che fino al 2000 si chiamava Puente del Generalìsimo, immaginatevi voi il perché. Continuando verso sud, mentre ai lati la città si sgrana, ecco il Puente de las Delicias, basculante, sotto il quale non passiamo, il traghetto fa inversione a U e adesso si procede verso nord, tornando brevemente indietro. Eccoci sotto al Puente de Isabel II, anche detto Puente de Triana, il più antico, terminato nel 1852, e che sostituì l'ancor più antico ponte di barche che dal 1171 il califfo Abu Yaqub Yusuf aveva posto in quel luogo. Progettato sulla falsariga del vecchio Pont du Carrousel di Parigi da due architetti francesi, ricorda un po' la torre Eiffel e qui dicono addirittura che quei due architetti lavorarono pure a quella. Più moderno, costruito in occasione dell'Expo, il Puente del Cristo de la Expiraciòn. Comincia, sul lato alla nostra sinistra adesso, la zona appunto dove si svolse l'Expo '92, che dà l'impressione di essere un non-luogo della città. Visibili molti dei padiglioni, si arriva alla Pasarela de la Cartuja. Il nostro itinerario fluviale verso nord si conclude con il Puente de la Barqueta, dopo di che si torna all'imbarcadero iniziale, non prima di aver fotografato il Puente del Alamillo, di Calatrava.

Per oggi abbiamo dato. Passeggio a caso per la città, pensando a cosa fare e/o vedere domani, poi smetto che tanto non mi viene in mente niente. Mi ritiro nelle mie stanze e, visto che ho pranzato nel pomeriggio inoltrato, verso le 21 e qualcosa saccheggio il frigobar e mi vedo una mezza partita spagnola.

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