No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence.

20220417

Chinggis Qa'an

Mongol - Di Sergej Vladimirovič Bodrov (2007)

Giudizio sintetico: si può vedere (3/5)



Nel 1192, Temüjin, prigioniero nel regno di Tangut, racconta la sua storia attraverso una serie di flashback. Imbarcandosi in una spedizione 20 anni prima (1172), Temüjin, nove anni, è accompagnato da suo padre Yesügei per selezionare una ragazza come sua futura moglie. Incontra e sceglie Börte, contro la volontà del padre. Sulla via del ritorno, Yesügei viene avvelenato da una tribù nemica; mentre esala il suo ultimo respiro, dice a suo figlio che ora è un Khan. Tuttavia, Targutai, luogotenente di Yesügei, si autoproclama Khan e sta per uccidere il suo giovane rivale. La madre del ragazzo glielo impedisce, e Targutai lo lascia andare, giurando di ucciderlo non appena diventerà adulto. Dopo essere caduto in un lago ghiacciato, Temüjin viene salvato da Jamukha. I due diventano rapidamente amici e prestano giuramento come fratelli di sangue. Targutai in seguito lo cattura, ma Temüjin fugge con il favore della notte e vaga per la campagna.

Nominato nel 2008 nella categoria apposita, questo colossal russo-tedesco-kazako racconta la storia di quello che noi conosciamo come Gengis Khan, o quantomeno la sua prima parte. In realtà, il film nasce come prima parte di una trilogia sul personaggio, ma nonostante la nomination, il progetto al momento sembra molto in ritardo. Detto questo, il film non è male, piuttosto ben recitato e girato adeguatamente, beneficia anche di grandi scenari (Cina, Mongolia e Kazakistan), anche se un po' appesantito dalla struttura costruita da flashback.

Nominated in 2008 in the appropriate category, this Russian-German-Kazakh colossal tells the story of what we know as Genghis Khan, or at least its first part. In reality, the film was born as the first part of a trilogy about the character, but despite the nomination, the project seems to be very late at the moment. That being said, the film is not bad, rather well acted and properly shot, it also benefits from great scenery (China, Mongolia and Kazakhstan), albeit a bit weighed down by the structure built from flashbacks.

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