No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence.

20100126

vecchio ragazzo


Old Boy – di Park Chan-Wook 2005


Giudizio sintetico: da vedere (3,5/5)
Giudizio vernacolare: un cinese s'incazza perchè ni fanno un torto e sciagatta tutti


Dae-su, un coreano medio con moglie e figlia, viene trattenuto dalla polizia che lo ha sorpreso ubriaco; liberato dall’amico No Joo-Hwan, che garantisce per lui, sparisce mentre i due si stanno scambiando il telefono di una cabina, per tranquillizzare la famiglia. Viene misteriosamente rapito, segregato, ipnotizzato, narcotizzato, esaurito, per 15 lunghissimi anni, durante i quali sua moglie viene uccisa (e lui viene accusato dell’assassinio), sua figlia affidata a una famiglia svedese, e il suo paese, la Corea del Sud, diventa moderno. Tenta la fuga ma non ci riesce, poi viene liberato, rivestito, e dotato di cellulare e soldi. Comincia a girovagare, e si innamora di Mi-do, una giovanissima cuoca conosciuta in un ristorante. Il suo carceriere, Woo-jin Lee, si rivela, ed inizia un gioco strano, che Dae-su affronta con indicibile violenza e una inarrestabile sete di vendetta. Perché Woo-jin Lee lo ha sequestrato? Lo scopriremo poco a poco.


Secondo lavoro di una trilogia del regista imperniata sulla vendetta (gli altri due titoli sono Sympathy for Mr.Vengeance e Sympathy for Lady Vengeance), liberamente tratto da un manga giapponese, vincitore a Cannes nel 2004 del Gran Premio della Giuria, arriva nelle sale strombazzatissimo e molto pubblicizzato, paragonato a Tarantino. Film dai molti riferimenti, letterari classici e cinematografici (Kafka, Edipo, Tarantino, Leone ma anche The Game), piuttosto accattivante, diventa un thriller con il dipanarsi della trama, anche se gridare al miracolo mi sembra sinceramente eccessivo, è senz’altro un film sopra la media, ma per affermarsi al pari di altri dotati registi asiatici, Chanwook ci deve ancora dimostrare qualcosa. Ottimamente girato, con una bella fotografia che si adatta ai momenti e belle soluzioni stilistiche, ha diversi difetti, e diventa ridondante nel finale, anche se globalmente, nel suo cammino, introduce molti spunti di riflessione, affrontandoli a volte sommariamente, altre coraggiosamente, anche se tutto viene seppellito da una forte dose di violenza, tra l’altro spesso mostrata solo accennandola.

Un buon film si, un capolavoro no.

6 commenti:

massi ha detto...

manca il punteggio.

Anonimo ha detto...

ma il giud. vernac. è da antologia.
buahaahaha sciagatta!
Mau

jumbolo ha detto...

@giusto massi, sorry erano rece che avevo preparato (recuperandole dall'archivio, come ti dissi) prima che si decidesse di aggiornare il fassbinderometro.

@mau: :)

Anonimo ha detto...

Damiano:
obiezione...il giudizio vernacolo è più una trama, non un giudizio...eh ehe eh...Ale mi caschi sul pisello...

jumbolo ha detto...

dé ma caaaaaaa mi fai le puci?

Gegio ha detto...

Devo rivederlo...