No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence.

20080220

e l'aura fai son vir


Il vento fa il suo giro - di Giorgio Diritti 2007


Giudizio sintetico: da vedere assolutamente


Chersogno è uno di quei paesi fantasma dei quali ogni tanto si sente parlare, sulle montagne, quei posti dai quali i giovani si staccano per andare a lavorare in città, città dove poi rimangono; qualcuno ci torna da vecchio, ma non sempre. Soprattutto, si mantengono i possedimenti (le case, soprattutto), e magari ci si va a villeggiare quando fa troppo caldo. Chersogno è sulle Alpi Occitane del Piemonte, e vi si parla ancora la lingua d'oc. Tutti, perfino il sindaco, Costanzo, è pendolare. Un giorno qualunque, arriva in paese un forestiero in cerca di una casa. "Per la villeggiatura?" è la domanda che gli fanno tutti. E lui invece risponde: "No, per viverci!". E' francese, si chiama Philippe, era professore, ma poi si è stancato ed è andato in cerca della vita che voleva. Insieme alla moglie Chris sono andati a vivere sui Pirenei, ad allevare capre e a fare buon formaggio. Sono nati 3 splendidi figli. Adesso, sui Pirenei, stanno per costruire una centrale nucleare, e la famiglia Héraud ha deciso di trasferirsi sulle Alpi Occitane.

Al principio c'è diffidenza. Poi, grazie soprattutto al sindaco Costanzo e al musicista Fausto, si trova una casa da affittare loro, si convince la gente, al punto che quando la famigliola arriva, tutti gli abitanti li accolgono con una fiaccolata e una grande cena.

Tutto bene? Nemmeno per idea....


Giorgio Diritti è un regista non giovanissimo, che ha collaborato con Pupi Avati e ha diretto documentari. Arriva al debutto alla regia con delle idee semplici ma precise. Indipendenza, soprattutto. Il vento fa il suo giro (il titolo del post è la trasposizione in lingua d'oc) è un film, appunto, semplice, non difficile da guardare nonostante sia recitato in italiano, in occitano e in francese (con sottotitoli italiani), che ci mostra come la paura, la diffidenza, l'invidia del "diverso", dell'altro, sia dentro la natura umana più di quanto possiamo immaginare. E' un film che ci mette davanti a pochi interrogativi, ma profondi, senza essere didascalico. Ci racconta una storia che avrebbe potuto svolgersi ovunque.

La mano di Diritti è evidentemente da documentarista, a volte eccede in panoramiche sia laterali che verticali, ma in tal modo ci fa godere degli stupendi paesaggi. Quando stringe, ci mostra i volti veri delle persone, li segue nelle cose e nelle espressioni di tutti i giorni. Il cast è prevalentemente teatrale o non professionista, e risulta molto spontaneo.

Diritti ha vinto molti premi, ma in Italia non è stato distribuito. Il film va avanti nelle grandi città in pochi cinema gestiti da appassionati, e in giro per la penisola tramite cineclub e passaparola.

Merita di essere visto per la forza della semplicità e delle idee. E' un film che vi lascia qualcosa.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

bella recensione!
film davvero interessantissimo e pochissimo pubblicizzato!

jumbolo ha detto...

giulia vieni a vedere gli offlaga domani sera?

Anonimo ha detto...

si può fare!
a che ora vai lì?
comunque ti ricontatto domani e fissiamo con calma!