No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20101114

italians


Certo che noi (scusate, ogni volta penso voi, poi mi ricordo che sono italiano anch'io) italiani siamo strani forte. Tralasciando il fatto che ci vantiamo di appartenere ad uno dei paesi che ha inventato la cultura, che trabocca d'arte, e poi siamo ignoranti come capre e del patrimonio artistico non c'interessa un cazzo, ci piace soprattutto la figa e soprattutto ci piace a chi piace la figa (mi son spiegato no?), le donne straniere son tutte zoccole però se lo sono anche le italiane non va bene, festeggiamo i 150 anni dell'Unità d'Italia quando in realtà questo paese non è mai stato unito, nemmeno quando qualche eroe e molti trafficoni tentavano di farla, questa unità (ho visto Noi credevamo, son preparato), eccetera.
Ci piace lo sport, soprattutto il calcio, ma diventiamo esperti di qualsiasi cosa quando in ballo c'è l'orgoglio nazionale.
Sto parlando al plurale, ma nella maggior parte dei casi io mi comporto al contrario. Detto questo, di qualche ora fa è l'ultimo corto circuito nazionale. Un partito politico chiede le dimissioni del presidente della Ferrari, perchè la squadra ha perso il mondiale piloti di Formula 1. Non è il primo caso. Qualcuno si ricorderà sempre di quando l'allora Primo Ministro (si, ancora lui), criticò l'allora Commissario Tecnico della Nazionale di calcio perchè a suo modo di vedere aveva sbagliato la tattica difensiva in una finale del Campionato Europeo (e l'allora CT si dimise; secondo voi se il CT della Nazionale di calcio di adesso criticasse l'operato del governo il Premier si dimetterebbe?).

Non so se ve ne rendete conto, ma tutto ciò è di un'assurdità che travalica il ridicolo. Il problema è che veramente, non ci rendiamo conto che siamo ridicoli, e di conseguenza non sappiamo perdere. A nulla. In nessuno sport.
Tra l'altro, per dire, a livello nazionale, se in caso contava il Mondiale Costruttori, assegnato domenica scorsa, perso anche quello dalla Ferrari. Oggi poteva vincere Alonso, che è spagnolo. Sempre per dire eh. Inoltre, che Montezemolo sia un perdente non è che si scopra adesso, ma questi magari son punti di vista.
Siamo (stesso discorso fatto prima) un popolo che fa dell'ipocrisia la sua arma migliore. La Ferrari ha sempre fatto gioco di squadra, fin dalla notte dei tempi, cosa che in realtà sarebbe proibita in Formula Uno. Sotto sotto, abbiamo pure preso per il culo molte delle altre scuderie che non facendolo, perdevano il Mondiale. Abbiamo eletto ad eroe nazionale un campione egocentrico e scorrettissimo da sempre (Michael Schumacher), tedesco. Uno che era (è) talmente prepotente che una volta (non correva ancora con la Ferrari), fu squalificato in gara (bandiera nera), non si fermò, vinse il Gran Premio e poi fece talmente casino che fu riabilitato e gli assegnarono la vittoria.

Ero un grande appassionato di Formula Uno. Schumacher e i comportamenti della Ferrari mi hanno fatto disamorare. Alonso mi è sempre stato simpatico. Oggi ho guardato il Gran Premio. C'era molto equilibrio, anche se con un circuito così e molto equilibrio ci si diverte poco. Vince quindi la strategia, in questi casi. Quando per anni la Ferrari ha vinto sui pit-stop e sulla strategia, tutti a lodarla. Oggi che, dopo un'impensabile rimonta nella seconda parte dell'anno Alonso aveva la possibilità di vincere il Mondiale (Piloti, lo ripeto: quello Costruttori lo aveva già vinto la Red Bull la scorsa settimana in Brasile; questo vorrà pur dire qualcosa no?), la Ferrari ha abboccato ad una strategia Red Bull che è parsa perfetta (e magari invece è stata un caso, chi lo sa). Probabilmente anche Alonso ha la sua parte di colpa, ma rimane un gran pilota.
Se gli altri sono stati più bravi, la cosa migliore da fare è ammettere la sconfitta, e pensare al prossimo anno. Normalmente. Nello spirito sportivo. In Italia no. Chiedersi perchè, ogni tanto, farebbe bene.

4 commenti:

Filo ha detto...

Mi viene in mente la naionale più vincente che abbiamo avuto, che era quella pallavolistica, ai tempi in cu il'allenava Julio Velasco. Un uomo che fondava le sue vittorie sulle sconfitte ricevute.
Un grande uomo e un grande allenatore.

lafolle ha detto...

concord.
tanto per essere un pò francesi!

lafolle ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
garaz ha detto...

tutto giusto