No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20101130

uomo solitario


Solitary Man - di Brian Koppelman & David Levien (2009)

Giudizio sintetico: si può vedere (2,5/5)
Giudizio vernacolare: peggio di roccosiffredi

New York. Ben Kalmen è ormai sulla sessantina, ma oltre che ad essere un edonista, affamato di soldi, per i quali non si fa troppi scrupoli, è un assatanato della conquista femminile. Divorziato da Nancy, con la quale conserva un buon rapporto, i due hanno avuto Susan, che è sposata con Gary ed ha un figlio, Scotty. Ben è un grande venditore di auto, ed è riuscito a mettere in piedi una specie di impero, sempre tentando di ingrandirlo. Adesso sta con Jordan Karsch, bella quarantenne, reduce da un divorzio ricco di soldi, che vive con la figlia, la diciottenne Allyson. Complice un'influenza che colpisce Jordan, la stessa Jordan chiede a Ben di accompagnare Allyson a Boston, per conoscere il college dove vorrebbe studiare, college che Ben conosce perfettamente: ha studiato anche lui proprio lì, lì ha conosciuto Nancy, e la biblioteca porta il suo cognome, visto che finanzia lautamente la scuola, per cui non ci saranno problemi per un incontro tra Allyson ed il rettore. Qualcosa che non dovrebbe accadere, accade, e dopo di ciò, per Ben cominciano i problemi.

Film interessante questo Solitary Man, che naturalmente inizia sulle note di Johnny Cash (un po' scontato, ma ci sta), ed ha un cast stellare. I due registi sono soprattutto sceneggiatori, hanno praticamente lavorato sempre insieme, spesso con Soderbergh (Koppelman è stato anche discografico, scoprendo Tracy Chapman), e mettono in scena una storia tutto sommato semplice, in molti passaggi anche prevedibile, ma con un finale aperto e con una giusta prospettiva morale (anche troppo, riflettendoci). Le interpretazioni sono tutte ottime, e Michael Douglas (Ben, un po' nella parte di se stesso, ricordiamoci i suoi problemi da sex-addicted) agisce ovviamente da mattatore assoluto. Certo, vederlo con il grembiule che serve hamburger non ci era mai capitato. Tutto il resto del cast ha un minutaggio ridotto. Mary-Louise Parker è Jordan, Susan Sarandon è Nancy, Jenna Fischer è Susan, Imogen Poots (l'abbiamo vista di recente in Centurion) è Allyson, Danny DeVito è l'amico Jimmy (quello che fa indossare un grembiule a Douglas). Potrei continuare, ma voglio solo aggiungere che c'è Jesse Eisenberg, in una parte simile a quella di The Social Network (è il protagonista, Marck Zuckerberg), e devo dire che ho capito perchè è stato scelto poi per quella parte: visto che si trattava di sparare dialoghi alla massima velocità, lui era quello giusto. E nella parte del nerd ci sguazza.
Non è passato al cinema, ma è uscito da poco in dvd.

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