No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20101126

sorellanza mondiale


Sisterworld - Liars (2010)

Vi dico subito che il mio rapporto con i newyorkesi trapiantati a Berlino, non è dei migliori. Mi è capitato di vederli dal vivo e non li ho proprio retti, andandomene ben prima della chiusura, nonostante sappia benissimo che in molti amano i loro live show. Il loro Drum's Not Dead, da molti considerato una pietra miliare, non sono proprio riuscito a capirlo.
Ponendomi davanti a questo ultimo lavoro, uscito nei primi mesi del 2010, che consta di un artwork molto ricercato ed accattivante, ho dovuto tornarci sopra molte volte, per cercare di raccapezzarmici. Indice quantomeno di un lavoro complesso, strutturato, o almeno complicato per le mie orecchie.
Si scomodano sempre paragoni altisonanti, e non ne cercherò altri. La musica dei Liars è pazza, asimmetrica, ingloba moltissime influenze, dal noise al punk, i tre infarciscono i pezzi, spesso tesi e densi di un'atmosfera vagamente drammatica, comunque mai rilassante e accomodante, di spunti elettronici, di fiati, carillon, di chitarre ora pulite ora distorte in maniera minimale e sporca, creando un effetto lisergico che, ne sono sicuro, per alcuni ascoltatori può risultare catartico. Tra la selvaggia apertura di Scissor (che si alterna con un paio di parti rallentate, quasi da celebrazione religiosa) e la conclusiva nenia di Too Much, Too Much, si attraversa un universo malato e decadente: quello dei Liars, appunto, che cattura, e che di certo lascia in testa una sensazione di stordimento. Di certo, tra i pezzi dei Liars, e di questo loro quinto lavoro Sisterworld, non troverete pezzi da canticchiare sotto la doccia.

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