No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence.

20100408

spartano


Spartan – di David Mamet 2005


Giudizio sintetico: da evitare (2/5)

Giudizio vernacolare: fa ca'à

Robert Scott è un agente speciale dei servizi segreti USA, e a tempo perso fa l’addestratore; spietato quando serve, non esita a far fuori anche degli innocenti, pur di eseguire gli ordini. La figlia di un candidato alla Casa Bianca scompare improvvisamente, e i servizi segreti non riescono a rintracciarla nelle 48 ore che, secondo loro, sono zona franca prima che i media si impossessino della storia. La ragazza si è tagliata e tinta i capelli, e pare sia entrata in un giro di squillo di alto bordo. Scott ne segue le tracce, e insieme a tre squadre si prepara infine a partire per gli Emirati Arabi, dove pare sia stata condotta forzosamente la ragazza. All’improvviso, colpo di scena : viene trovata morta in fondo a un lago. L’operazione è sospesa.
Curtis, un suo allievo nonchè partner ferito nell’operazione, è convinto che la ragazza sia ancora viva, e glielo dimostra; Scott decide di agire da solo, dopo aver constatato che ci sono trame oscure sotto.

Sarà, ma il film non va, nonostante il bravo regista e la bella fotografia. I colpi di scena sono troppi e non tutti convincenti; a partire dalla "conversione" di Scott, un Val Kilmer che non aiuta il film a decollare, nonostante l’impegno; provate a pensare il film con, non dico Clint Eastwood nella parte, ma anche solo Vin Diesel. La trama finisce per essere complicata e zigzagante, e alla fine ci si annoia perché tanto, che c’é del marcio in Danimarca ormai lo sappiamo (ce lo aveva ricordato poco tempo fa anche The Manchurian Candidate).
William H. Macy inadatto e doppiato in maniera altrettanto inadatta, la nota positiva viene da Tia Texada, ancora in una piccola parte, ma convincente (è il sergente Jackie Black).
Superfluo.

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