No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20101024

all american (women and) man


Brothers And Sisters - di Jon Robin Baitz - Stagione 4 (24 episodi; After Portsmouth/Berlanti Television/ABC Studios per ABC) - 2009/2010


B&S è, per una specie di cinefilo come me, sia pure autodidatta, un po' come quei dischi di cui ti vergogni ma dei quali non riesci a fare a meno, almeno per un periodo. Il problema è che le serie tv creano dipendenza, come tutti sappiamo. Ed ecco che se B&S dovesse chiudere, mi mancherebbe. Mi mancherebbero quelle canaglie degli sceneggiatori, come già detto in passato, che riescono a farmi sorridere (spesso a ridere proprio di gusto) e piangere dentro ogni dannato episodio.

Poco da aggiungere. Il cancro di Kitty, la politica (statunitense) vista dal di dentro seppur edulcorata (fino ad un certo punto, alla fine), l'amante francese di Sarah senza green card, i gravissimi problemi della Ojai (la crisi si sente, anche nei serial) e i disperati tentativi di tenerla in vita, tentativi che spaziano pure sul versante misterioso, per capire come mai c'è un ricatto di mezzo, il che sottintende che ci sia un valore occulto, i vari problemi sentimentali di tutti, adolescenti inclusi, i tentativi di creare una famiglia (o meglio un ulteriore ramo della), gay inclusi, le cene, i litigi, le soprese.

Brothers And Sisters usa ogni arma scorretta per prenderti sottilmente prigioniero. Con me c'è riuscito. E adesso che sta andando in onda la stagione 5 (i ganci finali della 4 sono micidiali), mi metto da parte gli episodi con cura, per poi vedermeli in qualche giorno a bocce ferme, e ridere e piangere e darmi (poi) dello stupido.

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